Il falco Lieberman:«A Gaza facciamo come Putin in Cecenia»

Imparare da Putin. Fare a Gaza ciò che i Russi hanno fatto in Cecenia. Spianarla «come un campo di calcio». Parola di Avigdor Lieberman, neoministro per le Minacce strategiche d’Israele. Le considerazioni del falco dell’estrema destra ebraica associa-
to al governo guidato dal «centrista» Ehud Olmert, s’intrecciano con la battaglia di Beit Hanun. In quella che viene definita la più importante operazione militare negli ultimi mesi nella Striscia, reparti dell’esercito israeliano – sostenuti dagli elicoteri Apache e da decine di carri armati Merkava – hanno occupato in massa ieri mattina la città palestinese di Beit Hanun e dall’allora sono impegnati a cercare di casa in casa i depositi dei razzi dei miliziani dell’intifada. Il bilancio della battaglia, protrattasi per l’intera giornata, è pesante: almeno 8 i palestinesi uccisi, in maggioranza miliziani, una cinquantina i feriti, molti i civili. Il dottor Jamil Suleiman, direttore dell’ospedale di Beit Hanun, ha lanciato un allarme dopo aver esaurito tutte le scorte di sangue disponibili per trasfusioni.Israele ha confermato in serata a uccisione di un proprio militare della unità cinofila cinofila Oketz. Nelle strade di Beit Hanun i mezzi blindati di Tzahal hanno incontrato la strenua resistenza dei miliziani di Hamas, di al-Fatah e della Jihad islamica. I portavoce di Hamas esaltano l’eroismo dei combattenti che, sostengono, hanno sparato a distanza ravvicinata decine di razzi anticarro. Almeno quattro degli uccisi erano inquadrati nelle Brigate Ezzedin al Qassam, il braccio armato di Hamas. Un loro portavoce, Abu Obeida, ha «consigliato» agli abitanti della vicina città israeliana di Sderot di lasciare le loro case per non rischiare la vita. Le parole sono state accompagnate dal lancio insistente di razzi (una decina) verso Sderot e verso il vicino porto di Ashqelon.
La tensione è altissima in tutti i Territori. Abu Qusai, il portavoce delle Brigate dei martiri di al-Aqsa (al-Fatah), ha affermato che i dirigenti dell’Anp dovrebbero annunciare lo stato di emergenza di fronte alla crescente pressione militare israeliana. Durissima la presa di posizione dei vertici dell’Anp. Il presidente Abu Mazen e il premier Ismail Haniyeh (Hamas) hanno accusato Israele di essersi macchiato di un vero «massacro» e hanno invocato un intervento energico della comunità internazionale sul governo di Ehud Olmert. In una nota diffusa a Ramallah, nel definire l’operazione di Beit Hanun un «crimine odioso», Abu Mazen ha chiesto al «governo di occupazione di mettere immediatamente fine a tutte le azioni ostili contro il nostro popolo», e ha rivolto un appello alla comunità internazionale perchè «intervenga rapidamente per mettere fine a queste aggressioni e per fermare un nuovo peggioramento» della situazione nella regione. Secondo Haniyeh, proprio il falco Lieberman potrebbe avere influenzato la decisione israeliana di lanciare l’offensiva.
Attaccato per tutta la giornata dai mezzi di comunicazione israeliani per il suo asserito sostegno alle pratiche utilizzate dalle forze russe in Cecenia (e per il suggerimento di applicarle a Gaza), Lieberman ha illustrato ieri sera il proprio pensiero alla televisione commerciale Canale 10. Il neoministro ha sostenuto che gli americani hanno sbagliato in Iraq quando hanno abbattuto il regime di Saddam Hussein senza approntare per tempo un «de Gaulle locale» che fosse in grado di assumere il controllo della situazione. Di conseguenza, ha notato, hanno creato una situazione di anarchia. Viceversa, ha proseguito Lieberman, i russi hanno individuato tempestivamente fra i ceceni elementi capaci di controllare la situazione. A quanto pare alludeva anche al governatore Ramzan Kadyrov, che la stampa indipendente di Mosca – in particolare la giornalista Anna Politkovskaia, assassinata il 7 ottobre nella capitale russa – ha accusato di usare metodi brutali nella lotta all’indipendentismo islamico ceceno.