«Il consumo è punito con sanzioni gravi che limitano le libertà personali»

Arturo Salerni fa parte del direttivo del Forum droghe e del pool di avvocati che a livello nazionale si stanno coordinando per mettere i piedi lo sportello di assistenza legale contro la legge Fini. Il progetto partirà con un numero verde attivo sul territorio nazionale che metterà in rete tutti gli avvocati che si sono resi disponibili.

Quali sono i principali cambiamenti penali introdotti dalla nuova legge sulle droghe?

Essenzialmente, la legge Fini – Giovanardi, comporta sanzioni penali nei confronti di comportamenti che erano stati depenalizzati con il Referendum del 1993. La cosa più grave è che questa criminalizzazione ha sanzioni pesantissime con un’equiparazione del trattamento tra chi viene trovato in possesso di droghe pesanti o di cosiddette droghe leggere. L’altro cambiamento sostanziale è l’identificazione di un minimo di pena di 6 anni. La sanzione scatta sulla base di tabelle che prevedono qual è la soglia di rilevanza penale per passare dalla detenzione, punita con le sanzioni amministrative, a quella penalmente rilevante. Però, ad oggi il ministero no ha ancora reso note le tabelle. Il che significa che si è puntato principalmente ad un effetto annuncio. La nuova fattispecie penale punta a sanzionare penalmente il consumo di gruppo, che invece la Cassazione aveva ritenuto assimilabile alla detenzione non punibile. Queste nuove norme sul piano penale risultano difficilmente applicabili. Certo in Aula si aprirà lo spazio per continue di battaglie e la giurisprudenza sarà oscillante.

Altro aspetto rilevante della legge è costituito da una serie di sanzioni amministrative che scattano per chiunque venga trovato in possesso di sostanze, anche di cannabis…
Si, nella legge Fini – Giovanardi, accanto alle sanzioni penali, troviamo un irrigidimento delle sanzioni amministrative con un aumento delle punizioni già precedente previste. La cosa più pericolosa è rappresentata dall’introduzione di un terzo gruppo di misure legate alla “pericolosità del soggetto”. Dove per soggetto si intende chi, pur essendo già caduto nella sanzione amministrativa, mette in atto comportamenti tali che fanno pensare al suo avvicinamento alla sostanza.

Sono sanzioni che puniscono, fuori dal processo penale, comportamenti soggettivi ritenuti pericolosi. Ad esempio, essere fermati all’uscita della discoteca e venire trovati in possesso di uno spinello, viene giudicato un comportamento pericoloso. Scattano così, una serie di misure amministrative tra le quali viene anche annoverato l’obbligo di permanenza nella propria abitazione. In sostanza, sono arresti domiciliari senza essere stati sottoposti ad un procedimento penale. Quasi una detenzione amministrativa domiciliare. L’altra detenzione amministrativa clamorosa che c’è in Italia, sono i Cpt, dove i migranti sono di fatto carcerati, ma senza aver commesso un reato. Così con la legge Fini, anche se il consumo non viene considerato reato, in realtà viene punito, sottoposto a sanzioni così gravi da comportare serie limitazioni delle libertà personali.

Quali sono i soggetti che verranno maggiormente colpiti dall’applicazione di questa legge?

In realtà, sono tutte misure puntano a colpire i consumatori di cannabis. E’ una legge propagandistica che punta ad apportare una limitazione complessiva delle libertà dei giovani che hanno, più o meno occasionalmente, rapporto con le sostanze stupefacenti. Sono misure che tendono a bollare le persone. E avranno effetti anche sulla vita occupazionale dei già precari lavoratori. Non tanto per quel che riguarda la perdita del lavoro quanto per le possibili mancate assunzioni. Visto il gran numero di consumatori, secondo me, l’applicazione di questa legge sarà ingestibile. La speranza è che venga abrogata e che non riesca a raggiungere i suoi effetti. Certo è che bisogna allarmarsi.

Esistono degli strumenti di autodifesa?

Innanzitutto l’informazione. Perché ad esempio non pensiamo di organizzare noi avvocati, insieme alla redazione di Liberazione, un seminario informativo sulla legge, rivolto ai giovani? Siamo un gruppo di avvocati e stiamo organizzando anche un sportello legale di supporto, faremo partire una campagna con materiale informativo dettagliato e ci metteremo comunque a disposizione garantendo la reperibilità immediata.