Il Comune cancella l’ultimo graffito per Dax. E polemica

Voleva essere «un omaggio a due simboli milanesi dell’antifascismo». Il comandante «Visone», Giovanni Pesce, e Davide Cesare, il «Dax» del centro sociale Orso. Murale in parco pubblico, alle Basiliche, ma su muro privato, un palazzo signorile del Ticinese. Tra i due volti la scritta «non c’è futuro senza memoria». Il graffito era stato dipinto il 13 ottobre. Ieri, il Comune lo ha cancellato, come aveva già fatto il 17 marzo scorso con l’altro murale per Dax, alla Darsena. Ed è polemica. La Sinistra Arcobaleno attacca Palazzo Marino: «È in gioco la memoria storica della città, che si dimostra incapace di reagire». Replica l’assessore al Decoro urbano, Maurizio Cadeo: «Era un intervento programmato, nessun intento polemico né tanto meno politico». E così è stato cancellato anche l’ultimo graffito in ricordo di Dax, il ragazzo ucciso a coltellate nel 2003. Cadeo l’aveva assicurato già a ottobre, dopo il sit-in dei centri sociali: «Sarà eliminato». Adesso lo ribadisce: «È la nostra linea, pulizia dei muri della città». Non ci crede Luciano Muhlbauer, consigliere regionale del Prc: «La memoria di Dax non trova pace nemmeno a Pasqua. L’assessore Cadeo spiega che la politica non c’entra, che si tratta solo di decoro». Tuttavia, conclude Muhlbauer, «non è in grado di spiegare come mai le scritte e i graffiti di ispirazione neofascista che riempiono alcuni quartieri popolari continuano a esistere indisturbati».