Il 17 ottobre sciopero generale. Adesione PRC e PdCI

Sarà lo sciopero generale dei sindacati di base, da tempo fissato per il 17 ottobre, a dare il “la” all’autunno caldo contro le politiche del governo Berlusconi e i tentativi di Confindustria di smantellare il contratto nazionale di lavoro. Cub, Confederazione Cobas e SdL Intercategoriale chiamano tutto il mondo del lavoro alla mobilitazione, soprattutto ora che il terremoto scoppiato sui mercati finanziari mondiali ha reso ancora più attuale la loro protesta.
Il raddoppio della cassa integrazione annunciato dalla Fiat e la scelta del governo di stanziare venti miliardi a sostegno delle banche sono il segnale che anche questa volta i padroni e i loro alleati – sia di centrodestra che di centrosinistra – proveranno a fare pagare le contraddizioni del capitalismo a lavoratori e pensionati. I sindacati di base hanno invece altre ricette: «Contro questa sorta di welfare alla rovescia, che per fronteggiare la crisi in atto dà risorse al sistema che questa crisi ha generato – spiega Fabrizio Tomaselli di SdL – rivendichiamo una vera redistribuzione del reddito che favorisca i consumi».
Piero Bernocchi, portavoce Cobas, non ha dubbi: quello di venerdì prossimo «sarà il più grosso sciopero e la più grande manifestazione nazionale mai organizzata dal sindacato di base e antagonista e la presenza della scuola sarà massiccia». Il 17 ottobre in piazza a Roma «sono attese centinaia di migliaia di persone», gli fa eco il leader della Cub Pier Paolo Leonardi. Il corteo partirà alle 10 snodandosi da Piazza della Repubblica a Piazza San Giovanni, dove si terranno gli interventi finali dal palco.
Lo sciopero generale dei sindacati di base è la prima tappa importante del percorso unitario iniziato con l’assemblea dello scorso 17 maggio a Milano. La piattaforma rivendicativa – illustrata ieri mattina a Roma – è, come sempre, piuttosto ampia: maggiore salario (con un forte impulso alla contrattazione nazionale e la reintroduzione della scala mobile per lavoratori e pensionati), fine della precarietà, rilancio della scuola, della previdenza e della sanità pubblica, diritti uguali per cittadini italiani e migranti, diritto alla casa. «Per fortuna sono pochi i lavoratori caduti nella trappola dei fondi pensione», commenta Leonardi, citando l’esempio del fondo Cometa (quello dei metalmeccanici) che in questi giorni di turbolenza ha perso il 7%. Il leader della Cub ricorda anche la piaga degli «omicidi sul lavoro».
Malgrado la loro difficile situazione, «anche i dipendenti Alitalia sono pronti a incrociare le braccia insieme ai lavoratori dei trasporti», assicura Tomaselli di SdL. Al centro della mobilitazione ci sarà però la protesta contro i tagli alla scuola: «Lo sciopero utile per fermare Gelmini-Tremonti è il 17 ottobre», afferma Bernocchi, secondo cui la decisione di Cgil, Cisl, Uil di fermare le scuole il 30 ottobre, quando il Dl Gelmini sarà già stato convertito in legge, «appare» come una azione «di puro disturbo» nei confronti di una protesta voluta «anche da decine di migliaia di docenti ed Ata iscritti» ai sindacati confederali.
I sindacati di base non dimenticano però temi a loro cari, come quello della difesa del diritto di sciopero e della democrazia nei luoghi di lavoro. «Ormai non sono più i presidi – denuncia ancora Bernocchi – a comunicarci che ci è stato negato il diritto di assemblea: sono direttamente i rappresentanti di Cgil Cisl Uil a venircelo a dire». Dopo lo sciopero generale, Cub Cobas e SdL avvieranno una campagna per ottenere una nuova normativa sulla rappresentanza nei luoghi di lavoro.
L’iniziativa dei sindacati di base trova il sostegno delle forze politiche di sinistra. Le adesioni di Rifondazione e di Sinistra Critica si sono aggiunte ieri a quella del Pdci. «L’attacco che il governo Berlusconi e Confindustria stanno portando avanti ai diritti del lavoro e alla contrattazione collettiva, alla scuola pubblica e al welfare, al sistema di garanzie e ai diritti democratici è – spiega Roberta Fantozzi, responsabile Lavoro e Welfare della segreteria nazionale del Prc – di estrema gravità», perchè «disegna un’idea di società classista e razzista». A questo attacco, conclude la dirigente del Prc, «è indispensabile reagire costruendo la più ampia mobilitazione possibile. Rimettendo al centro la questione salariale e il contrasto alla precarietà, la lotta per la difesa e il rilancio della scuola pubblica e per nuovi diritti sociali».