III Conferenza nazionale dei Giovani Comunisti – Intervento di Daniele Maffione

Cari compagni e care compagne,

prendo spunto da una frase pronunciata ieri da un compagno della Calabria, che diceva di non poter esprimere ancora “alcun giudizio” sul governo di centrosinistra, perché troppo poco tempo è trascorso per poter valutare il suo operato. Rispondo a questo compagno, domandadogli: “Perché, visto che in cinque mesi il Governo Prodi ha varato il finanziamento a due spedizioni militari e si appresta a presentare l’ennesima Finanziaria “lacrime e sangue” per i lavoratori ed i ceti più deboli del popolo italiano?”.

Due temi sono sullo sfondo di questa Conferenza. Il primo è la Sinistra Europea; il secondo è il ruolo dei Giovani Comunisti nella società.
La Sinistra Europea è un tema che non è stato affrontato con chiarezza dalla maggioranza nel dibattito: da un lato si ribadisce come una litania l’ “autonomia” dei Giovani Comunisti dal Partito; mentre, dall’altro, si utilizza la nostra organizzazione come laboratorio avanzato di questo progetto politico. Anche in Commissione politica questo tema non è stato adeguatamente affrontato e sviluppato, ma al contrario vi si è fatto vago riferimento. La nostra posizione al VI Congresso nazionale del Partito, ribadita in questa assise, è stata di contrarietà alla modalità con cui si sta costituendo questo soggetto, sul quale manteniamo le nostre riserve, poiché in Europa la Sinistra Europea è un cartello che esclude i partiti comunisti ed i soggetti rivoluzionari più consistenti sul panorama continentale ed in Italia sta divenendo un’opzione politica che liquida l’intento di rifondare un partito comunista.

Vengo al secondo punto: qual è il ruolo dei Giovani Comunisti nella società? Per rispondere bisogna fare un passo indietro e domandarsi se la nostra organizzazione politica, che nel proprio gruppo dirigente predica i movimenti, ma non li sa costruire, sia ancora capace di creare conflitto tra le giovani generazioni.
La risposta a questo quesito non può venire da un elenco di mobilitazioni e di vertenze in cui siamo stati più o meno “visibili”, in cui ci siamo più o meno “contaminati” o in cui abbiamo più o meno “attraversato” gli spazi (per poi lasciarci un vuoto alle spalle…), bensì dalla constatazione che i Giovani Comunisti sono assenti politicamente nelle scuole, nei luoghi di lavoro e nei rapporti di produzione, in cui il capitalismo emargina e precarizza le masse giovanili!

Si è tanto parlato, poi, della necessità di promuovere l’ “autoriforma” nella nostra organizzazione. Cosa vuol dire? In Commissione politica abbiamo chiesto dei chiarimenti alla maggioranza, che non abbiamo avuto. Ad esempio, abbiamo domandato: “Che ruolo avranno gli organismi dirigenti, i coordinamenti e gli esecutivi dei Giovani Comunisti, ridotti attualmente alla sola mansione di ratifica delle scelte prese in altre sedi dalla maggioranza?”. E qui mi spaventa pensare che per “autoriforma” possa intendersi l’esperienza dei Giovani Comunisti di Napoli, presentati come realtà più avanzata su questo terreno in tutta Italia, che non riuniscono il proprio Coordinamento provinciale da ben due anni!

In Commissione politica si è sentito parlare tanto di questo sforzo di “sintesi” fatto dalla maggioranza per superare il dibattito congressuale, attribuendo le spaccature alle sole minoranze, che sarebbero le uniche responsabili delle divisioni interne. Allora, compagni, vi invito alla coerenza, tentando di rilanciare i Giovani Comunisti ed aprendo gli esecutivi e la gestione dell’organizzazione a tutte le minoranze e praticando realmente la democrazia di cui vi fate paladini!

Infine, stamattina abbiamo avuto la possibilità di ascoltare l’Ambasciatore della Repubblica di Cuba, che ci ha riportato l’esperienza di un paese socialista, che resiste all’imperialismo yankee ed è punto di riferimento per i popoli latinoamericani. Ho sentito anche alcuni dirigenti nazionali dei Giovani Comunisti accennare all’esperienza del Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti, rivendicando di fronte all’Ambasciatore la partecipazione della nostra organizzazione a questo appuntamento, su cui, però, alcuna iniziativa è stata organizzata in Italia. Non ho sentito, però, parlare dei contenuti di quell’incontro mondiale, a cui i nostri esponenti nazionali dicono di fare riferimento; contenuti chiari e condivisi da tutte le organizzazioni giovanili antimperialiste del Mondo e che parlano del NO all’imperialismo e della realizzazione del “Socialismo del XXI secolo”, come il Presidente Chavez ha avuto a dire nel suo intervento conclusivo!

C’è chi ha portato nel proprio intervento un pensiero ai movimenti; chi all’esperienza della non-violenza; chi alle pratiche di auto-narrazione e di attraversamento degli spazi; infine, anche chi ha riportato il proprio pensiero a Prodi ed al suo Governo.

Il mio pensiero va, invece, ai lavoratori, agli sfruttati ed ai popoli oppressi di tutto il Mondo che lottano per la propria autodeterminazione, poiché non saremo noi a lasciarli da soli!