I paesi dell’UE si astengono su una risoluzione ONU di condanna della riabilitazione del fascismo

Nota a cura della redazione di http://www.lernesto.it

Il 18 dicembre 2009, per iniziativa della Federazione Russa è stata presentata all’Assemblea Generale dell’ONU una risoluzione che condanna il tentativo in atto in alcuni paesi, in particolare nelle repubbliche baltiche, in Ucraina e in Georgia, di riabilitare e addirittura glorificare il nazismo e il collaborazionismo, e di recare oltraggio ai monumenti che ricordano i caduti nella lotta contro il fascismo durante la Seconda Guerra Mondiale. La risoluzione è stata significativamente presentata poche ore prima che il governo della Georgia procedesse alla demolizione del memoriale dedicato ai soldati dell’Armata Rossa e alle vittime dell’aggressione nazi-fascista.
La risoluzione ha ottenuto il voto della stragrande maggioranza dei paesi (127) che fanno parte delle Nazioni Unite. L’unico voto contrario è venuto dagli Stati Uniti. I 27 paesi europei, appartenenti all’Unione Europea, si sono astenuti. Ad essi si sono aggiunte Ucraina, Georgia e Moldova, stati in questo momento governati dai rappresentanti delle cosiddette “rivoluzioni colorate”, ispirate e sostenute dall’Occidente.
Sul gravissimo comportamento delle rappresentanze europee in sede ONU è intervenuto pochi giorni fa l’eurodeputato del Partito Comunista di Grecia, Giorgos Toussas, che ha denunciato con forza il comportamento “bipartisan” dei governi, sia di destra che socialdemocratici, dell’UE, che proverebbe come l’anticomunismo, oggi apertamente incoraggiato dalle risoluzioni adottate a livello comunitario, “sia perfettamente in linea con la tolleranza nei confronti del fascismo e la glorificazione delle bande fasciste” e con l’oltraggio alla lotta antifascista e ai sacrifici sopportati dai popoli del continente durante il secondo conflitto mondiale.
Nell’interpellanza presentata al Consiglio, Toussas chiede: “Il fatto che l’UE si sia astenuta sulla risoluzione significa forse l’approvazione e il sostegno alla glorificazione e alla riabilitazione delle bande fasciste e dei collaboratori dei criminali di guerra nazisti in una serie di stati membri dell’Unione Europea e di altri paesi europei? Il rifiuto di condannare la glorificazione del fascismo è forse parte del tentativo storicamente inconsistente di mettere sullo stesso piano Nazismo e Comunismo?”.
La delegazione eurparlamentare del KKE ha colto l’occasione per denunciare anche la violenta campagna anticomunista, che sta registrando negli ultimi mesi una preoccupante scalata, a partire dalla decisione assunta dalle autorità polacche di mettere al bando persino i simboli che si richiamano agli ideali del comunismo e dalla richiesta avanzata al governo, da parte di settori del parlamento della Repubblica Ceca, di mettere al bando il Partito Comunista di Boemia e Moravia.
“Il Consiglio intende condannare le decisioni reazionarie del governo polacco, e le persecuzioni in atto contro i comunisti e il movimento dei lavoratori?”, ha chiesto un altro parlamentare europeo del KKE, Babis Angourakis.