I giovani rivoluzionari si facciano avanti

da Umsebenzi on line – organo del Partito Comunista del Sudafrica www.sacp.org.za/main.php?include=pubs/umsebenzi/2010/vol9-11.html

Traduzione dall’inglese per http://www.resistenze.org/ a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

01/06/2010
 
Nel mese di giugno si celebra il 34° anniversario dalle rivolte giovanili e studentesche del 1976 nel nostro paese. Questa è un’epoca che richiede veri rivoluzionari per approfondire e consolidare la rivoluzione nazionale democratica. Per questo il Partito Comunista del Sudafrica (SACP) chiede a tutti i giovani del paese – lavoratori, studenti e disoccupati – di dedicarsi nuovamente alla lotta per la totale eliminazione di ogni forma di razzismo, di sfruttamento, di oppressione di genere e di tutte le altre forme di discriminazione nella società sudafricana.
 
Il SACP incoraggia i veri rivoluzionari a uscire fuori poiché sotto diversi aspetti la nostra rivoluzione è a un bivio. Così si legge sul Rapporto politico del Comitato centrale del Maggio 2010: “La nostra rivoluzione democratica nazionale è entrata in una fase critica in cui i molti progressi compiuti fino e in particolare dopo la conferenza di Polokwane (che coincide con il nostro 12° Congresso – luglio 2007) possono essere approfonditi o subire un pericoloso arretramento”.
 
Il Comitato Centrale ha sostenuto questa posizione perché nonostante i molti progressi fatti ci sono minacce gravi per la nostra rivoluzione.

Alcune delle maggiori conquiste su cui consolidare la nostra democrazia sono le lezioni di unità di tutte le componenti del nostro movimento democratico – i lavoratori, le donne giovani, ex combattenti, i comunisti e le formazioni civiche; una unità rivendicata dagli elementi costitutivi dell’ANC [African National Congress, partito al governo] a Polokwane.
 
La schiacciante vittoria elettorale dell’ANC nel 2009, ha riaffermato la fiducia del nostro popolo nell’alleanza guidata dall’ANC [a cui aderisce il SACP], nonché la sconfitta della fazione scissionista di destra nata dall’ANC – Cope – il cui obiettivo era quello di sottrarre il nostro movimento per interessi meschini ed egoistici. La vittoria elettorale ha messo in crisi questa ala scissionista e la nostra gioventù ha la responsabilità di sviluppare ulteriormente i risultati scaturiti dal successo nelle elezioni.
 
Il 34° anniversario dalle rivolte del 1976 cade a poco più di un anno dall’inaugurazione dell’amministrazione guidata dal presidente Zuma. Si tratta di un governo fondato e focalizzato sulla realizzazione di cinque priorità fondamentali sancite nel Programma dell’Alleanza elettorale guidata da ANC: lavoro dignitoso, istruzione, sanità, lotta contro la criminalità e la corruzione e sviluppo rurale. Per realizzare quanto sopra, il governo si è anche impegnato nello sviluppo di un nuovo percorso di crescita per il paese.
 
Tra la conferenza di Polokwane e le elezioni del 2009 l’Alleanza ha tenuto due vertici di successo, sviluppando l’unità di tutte le forze progressiste sotto la leadership dell’ANC.
 
Tuttavia, dalle elezioni del 2009, nonostante i piani significativi e i programmi del governo e il migliore funzionamento dell’Alleanza, sono emerse una serie di minacce che minano i progressi che abbiamo fatto. Il Comitato Centrale ha evidenziato tre di queste minacce. La prima è quella di un’emergente, anche se contenuta, tendenza dell’ala bianca di destra di utilizzare la nostra Costituzione e i giudici per cercare di ripristinare e di vanificare alcuni dei nostri programmi. Concretamente si tratta di azioni promosse davanti ai tribunali, del bando legale sulle canzoni rivoluzionarie come parte del tentativo di cancellare la storia della nostra lotta, e una lotta a senso unico contro la criminalità diretta verso gli agricoltori bianchi, mentre passa completamente sotto silenzio la quotidiana brutalità (tra cui quella) subita da molti contadini neri e dai braccianti delle aziende agricole di proprietà di agricoltori razzisti bianchi.
 
La seconda minaccia individuata dal Comitato Centrale è l’intensificazione dello sfruttamento e la frammentazione della classe operaia, attraverso la precarietà, le esternalizzazioni, la ‘regionalizzazione’ (crescita dell’occupazione tra i lavoratori più vulnerabili della regione del SADC – Comunità per lo sviluppo dell’Africa del Sud – a scapito dei lavoratori del Sudafrica) e l’intermediazione di lavoro. Questo rischia di minare l’unità della classe operaia quale forza motrice principale della rivoluzione nazionale democratica. Ciò è frutto della strategia della classe capitalista per svilire ulteriormente e seminare divisioni all’interno della classe operaia nera.
 
Un’altra minaccia è stata individuata dal Rapporto politico del Comitato centrale del Maggio 2010: “L’emergere di una modesta tendenza, dentro e fuori le fila del nostro movimento, che sembra avere fretta di arricchirsi ed è per questo persino disposta a sacrificare l’unità dell’ANC e la nostra alleanza se questa ostacola la sua avidità. ‘Tenderpreneurship’ [locuzione frutto della fusione di tender, dare in appalto, e entrepreneurship, imprenditoria], la collusione tra elementi di imprese del settore privato e del settore pubblico per ottenere, con la corruzione, appalti pubblici, è una manifestazione di questa mentalità volta al rapido arricchimento. Anche se non è un fenomeno intrinsecamente controrivoluzionario, è tuttavia il più suscettibile a degenerare in fenomeno controrivoluzionario caratterizzato dalla tentazione di trasformare il Sudafrica in una grande gara d’appalto che rischia di essere venduta o acquistata dal miglior offerente imperialista”.
 
E’ la gioventù che risulta maggiormente esposta all’intensificazione dello sfruttamento e alla marginalizzazione della classe operaia, ed è anche un obiettivo specifico del fenomeno di corruzione suddescritto. E’ arrivato quindi il momento per i giovani e sinceri rivoluzionari di farsi avanti per difendere la rivoluzione contro queste minacce.
 
Il ruolo della Lega dei giovani comunisti del Sudafrica (Young Communist League – YCL)
 
Per le ragioni esposte il SACP ha invitato il nostro YCL a rafforzarsi e agire come consapevole collante dell’Alleanza della Gioventù Progressista e all’interno del più ampio movimento giovanile progressista nella guida al raggiungimento dei cinque impegni del Programma. Il SACP si è impegnato a raddoppiare gli sforzi per sostenere la costruzione di un YCL ancora più forte, in modo da assicurargli l’autorevolezza, la direzione e la speranza per tutti nostri giovani che devono ancora affrontare molte sfide.
 
Il SACP sollecita inoltre la YCL a non farsi distogliere dalla sua missione dalla demagogia populista e controrivoluzionaria e dai fenomeni di corruzione, e proseguire invece la mobilitazione dei nostri giovani verso gli obiettivi chiave della rivoluzione nazionale democratica, come d’altronde sta già operando, intensificando gli sforzi verso le cinque priorità del Programma elettorale dell’Alleanza guidata da ANC.
 
Il mese scorso, la YCL ha convocato il primo storico vertice con oltre 80 organizzazioni giovanili e ONG giovanili, uno dei cui esiti è stata la risoluzione sui “Compiti per la coalizione giovanile” e la Carta della Gioventù, che verranno entrambe lanciate il prossimo sabato 19 giugno 2010 in Sasolburg.
 
Con questo scopo la YCL per il mese della gioventù di quest’anno ha proposto il tema “Compiti onorevoli per la gioventù”. L’attenzione si concentra sulla formazione e lo sviluppo delle competenze dei giovani, il sostegno all’iniziativa e alla cooperazione giovanile e una campagna per la definizione di un nuovo percorso di crescita che ponga al centro lo sviluppo dei giovani.
 
L’appello del SACP alla Lega della Gioventù Comunista nel corso del maggio 2010 comprende i seguenti punti:
 
a. Lavorare seriamente per l’accrescimento dell’unità con la Lega giovanile dell’ANC e con la più vasta Alleanza della Gioventù Progressista, non attorno a personalità ma sulla base di un programma di principi per affrontare le numerose sfide che i nostri giovani di oggi, specialmente attorno alle cinque priorità del Programma elettorale. Le risoluzioni del vertice convocato da YCL hanno una piattaforma simile basata su principi e per l’attivismo rivoluzionario dei giovani necessario nell’odierno Sudafrica.
 
b. L’YCL dovrebbe continuare a perseguire l’obiettivo di unire le formazioni giovanili e i giovani in generale, attorno alla lotta di classe, senza distinzione di razza e di genere.
 
c. L’YCL dovrebbe porsi al centro della mobilitazione dei giovani bianchi della classe operaia e dei giovani delle altre minoranze, quali parti delle forze capaci di accrescere la nostra democrazia. Di particolare importanza per la nostra Lega è sviluppare lo spirito di unità nazionale generato dalla Coppa del Mondo della FIFA, non quale fenomeno temporaneo ma come forza permanente per l’unità dei nostri giovani e il loro avanzamento.
 
d. L’YCL ha una responsabilità particolare nell’organizzazione dei giovani lavoratori attraverso una lotta di principio contro la corruzione tra imprenditoria privata e pubblica (tenderpreneurship), contro la precarietà, le esternalizzazioni e l’intermediazione del lavoro e perseguendo l’obiettivo di un’occupazione dignitosa per i giovani.
 
e. L’YCL deve porsi in prima linea nell’organizzazione dei giovani disoccupati attraverso le lotte concrete per combattere la disoccupazione.
 
f. L’YCL deve inoltre espandere la propria presenza negli Istituti di istruzione superiore e di Formazione Professionale, per trasformare queste istituzioni in luoghi fondamenti per lo sviluppo delle competenze giovanili.
 
g. L’YCL deve intensificare gli sforzi per sradicare tutte le tendenze controrivoluzionarie tra i nostri giovani e anche essere in grado di distinguere tra la retorica rivoluzionaria e la genuina azione rivoluzionaria per trasformare il Sudafrica in un paese migliore per il futuro.
 
h. L’YCL deve inoltre prestare particolare attenzione alla costruzione di forze giovanili nelle campagne, per lo sviluppo a favore dei giovani delle aree rurali in particolare e per la popolazione in generale. Ciò richiederà un duro lavoro nella costruzione di strutture di YCL in campagna, nel quadro dei principali obiettivi del SACP, tra cui quello della costruzione di Comitati Popolari Territoriali (PLC), sia negli ex bantustan e nella campagna “bianca”.
 
i. E, cosa di maggiore importanza, il YCL mentre concentra le sue energie nel costruire e rafforzare le proprie strutture deve garantire di estendere la sua influenza aldilà della sua propria organizzazione. Il suo messaggio deve essere adottato da tutti i giovani del nostro paese, senza settarismo, ma quale strumento di rappresentazione delle aspirazioni della stragrande maggioranza della classe operaia e dei giovani poveri.
 
La YCL, proprio come il SACP, deve comportarsi non come la sola formazione rivoluzionaria, ma come catalizzatore di altri rivoluzionari al di fuori delle sue fila impegnati a trasformare le condizioni dei nostri giovani in questo paese. Questa era la chiamata alla lotta e al sacrificio dei giovani del giugno 1976!
 
E’ compito del SACP garantire supporto dedicato per rafforzare la YCL e i suoi programmi. I giovani rivoluzionari si facciano avanti, per condurre le lotte utili al progresso della trasformazione delle condizioni della nostra gioventù!
 
Asikhulume!