I Giovani Comunisti sull’ampliamento della base di Vicenza

Cari compagni e compagne,
come avrete potuto vedere dai giornali ieri Prodi ha dato il via libera all’allargamento della base di Vicenza.
Nei mesi scorsi c’è stata una grande mobilitazione della popolazione locale contro questa decisione, mobilitazione culminata nella grande manifestazione del 2 dicembre. E’ inutile dire che la risposta del governo è non soltanto grave ma mette in discussione la possibilità di incidere nei processi decisionali dal basso su un tema centrale come quello della pace e della guerra e del ruolo del nostro paese sullo scenario delle relazioni internazionali. Abbiamo detto no alla guerra globale permanente in tutti questi anni di movimento, la militarizzazione del territorio è un tassello dello scontro di civiltà, è un elemento di compatibilità della politica estera del governo con l’unilateralismo di Bush.
Per tutti questi motivi non possiamo non partecipare alle
mobilitazioni contro la base che prenderanno vita in questi giorni, anche e soprattutto in vista della manifestazione nazionale che i comitati sicuramente convocheranno nei prossimi giorni. A partire dalla manifestazione studentesca di domani mattina, a cui vi chiediamo di partecipare, ovviamente dal nord, nel caso in cui sia per voi possibile organizzarvi in poco tempo. Non soltanto: è il momento di produrre azioni, presidi, scioperi studenteschi,volantinaggi in tutti i territori dove sono presenti insediamenti e
basi militari, nelle scuole, nelle università che preparino la partecipazione alla manifestazione nazionale ma che soprattutto provino a riconnettere le relazioni con tutti i soggetti del movimento pacifista. Generalizzare l’opposizione all’allargamento della base, costruire un elemento di mobilitazione democratica e pacifista in tutto il paese è lo strumento che dobbiamo praticare per cercare questa volta la sconfitta di questo governo, ovvero praticare l’unico nostro obiettivo: il ritiro della decisione favorevole di
Prodi.
Abbiamo provato nel 2003 a fermare i treni della guerra con il trainstopping, oggi proviamo ad impedire la costruzione di colonie di guerra nelle nostre città. Alziamo il livello del conflitto a partire da ora, promuoviamo mobilitazioni e assemblee in tutte le città.
Per questo stiamo predisponendo un minimo di capacità organizzativa, in particolare un manifesto e un volantino che vi invieremo entro domani mattina, oltre alla ristampa delle bandiere della pace con la scritta NO ALLE BASI. Nel frattempo vi chiediamo di rispolverare le vecchie bandiere e da domani mattina di esporle alle finestre di tutti i circoli, delle case, dei centri sociali e di chiedere a tutti i soggetti del movimento pacifista di metterle alle proprie finestre.
Inoltre abbiamo aperto un canale permanente di comunicazione e relazione con i compagni di Vicenza oltre alla presenza di alcuni compagni dell’esecutivo in città in questi giorni. Quindi potete chiamarci per avere ogni informazione.
Vi chiediamo infine di comunicarci all’e-mail [email protected] tutte le iniziative che organizzarete sia per avere un quadro completo delle mobilitazioni sia per dargli pubblicità sul sito e attraverso comunicati stampa.

Elisabetta Piccolotti e Federico Tomasello (Portavoce nazionale GC)
per l’Esecutivo Nazionale Giovani Comunisti/e