I comunisti sudafricani presenteranno liste proprie “con la bandiera rossa”

Chris Matlhako è il segretario delle Relazioni Internazionali del Partito Comunista Sudafricano (SACP) e ha partecipato in questa veste al recente Incontro dei Partiti comunisti e operai di San Paolo. In un’intervista concessa a “Vermelho”, quotidiano web del Partito Comunista del Brasile (PCdoB), illustra le posizioni assunte dai comunisti di fronte ai cambiamenti avvenuti nel Congresso Nazionale Africano (ANC) e spiega le ragioni per cui, pur mantenendo (e rafforzando) le sue alleanze, il SACP presenterà proprie liste “con la bandiera rossa” alle prossime elezioni del 2009. (M.G.)

Perché il Sudafrica ha cambiato il suo presidente?

Chris Matlhako – IL SACP ha analizzato le condizioni economiche, sociali e politiche del Sudafrica a partire dalla trasformazione democratica del 1994 (che liquidò il regime razzista, eleggendo Nelson Mandela presidente). La conclusione è stata che abbiamo ottenuto la libertà politica, un assetto legislativo democratico, ma che, a livello economico, una gran parte del popolo non ha ancora accesso ai frutti di questa libertà.

A partire dalle riforme del 1996, in particolare, il governo ha assicurato poco al popolo in materia di educazione, sanità, ecc. Il problema fondamentale è rappresentato dall’economia, un’economia che non si è trasformata.

Al contrario, nel 1996 il nostro governo ha introdotto misure neoliberali in economia. C’è stata una crisi economica. La distanza tra ricchi e poveri è cresciuta. La disoccupazione è aumentata. Questi sono stati gli effetti della crisi strutturale del capitalismo in corso in Sudafrica.

Il risultato è stato quello di una crescita della consapevolezza e delle proteste. L’anno scorso, i membri del Congresso Nazionale Africano (ANC, la grande alleanza politica al potere dal 1994, a cui partecipa il SACP) hanno deciso di eleggere Jacob Zuma presidente dell’ANC. La stessa conferenza dell’ANC si è anche pronunciata per un cambiamento della politica economica, nella ricerca di soluzioni ai problemi dei lavoratori e del popolo.

Alle elezioni (le prossime saranno nel 2009) è consuetudine che il presidente dell’ANC sia il candidato dell’alleanza alla presidenza del paese. Non siamo ingenui: non saranno elezioni qualsiasi. Ci sarà un cambiamento nelle istituzioni del Sudafrica. Ci sono le condizioni per sconfiggere il progetto neoliberale, che ha un impatto così negativo sull’economia e sulla società sudafricana.

Qual è il ruolo riservato al SACP?

C.M. – Il ruolo del SACP ed anche del Cosatu (la potente centrale sindacale sudafricana, anch’essa parte dell’ANC) è sempre più importante. L’alleanza rappresentata dall’ANC è intenzionata ad ascoltare le proposte del Partito Comunista e del Cosatu. Abbiamo la possibilità di migliorare la fiducia e il rispetto reciproci.

Il SACP ha un ruolo molto importante da svolgere. Il partito deve dimostrarsi particolarmente lungimirante, dinamico, strutturalmente forte, per realizzare le sue risoluzioni. Agiamo come il PCdoB nei confronti del governo Lula. Per questo siamo interessati a conoscere meglio l’esperienza brasiliana e a sapere come funzionano le alleanze in Brasile.

Ma la rappresentanza parlamentare del SACP deve per forza costituirsi attraverso l’ANC? Una delle risoluzioni adottate all’ultimo congresso del partito è quella che rivede i termini delle relazioni all’interno dell’ANC. In previsione delle elezioni del 2009, ci siamo accordati con l’alleanza sul fatto che il Partito Comunista adotti un profilo indipendente e che i suoi eletti rispondano direttamente al SACP. Allo stesso tempo, continueremo a rafforzare l’ANC per dare impulso alla rivoluzione in Sudafrica.

La cosa più importante, in questo cambiamento, è che avremo candidature del Partito Comunista, indipendenti, presentando la bandiera rossa del SACP. In alcune situazioni locali, dove il partito è più debole, si potranno avere anche candidature comuniste nelle liste dell’alleanza.

Esiste il pericolo che le forze di destra guadagnino terreno nelle elezioni del 2009?

C.M. – No. Basta osservare i risultati di un sondaggio della settimana scorsa, che lo rende evidente (un’inchiesta, della Plus 94 Research, rileva che il 74% degli elettori che hanno già deciso il loro voto, dichiara di votare per l’ANC – 5 punti percentuali in più delle elezioni del 2004. La preferenza per l’ANC è dell’84% tra i neri, del 15% tra i bianchi, del 50% tra i meticci e del 47% tra gli indiani. Il Partito Inkhata Libertà (IFP), secondo il sondaggio, passerebbe dal 7% delle elezioni scorse ad appena l’1,2% del 2009. Nel suo ridotto, la provincia di Kwa Zulu-Natal, l’IFP precipiterebbe dal 36% al 5%, mentre l’ANC raccoglierebbe l’81% dei voti della provincia).

Nel Parlamento attuale, dove i membri del SACP sono stati eletti nelle liste dell’ANC, quanti sono i deputati comunisti?

C.M. – A livello del Parlamento nazionale, 80 (su un totale di 246 parlamentari). A livello municipale e provinciale abbiamo moltissimi rappresentanti, e amministriamo pure governi locali.

http://www.vermelho.org.br/base.asp?texto=47138

Traduzione di Mauro Gemma