I comunisti russi e Putin: collaboriamo

Gli strumenti di informazione occidentali hanno abituato il pubblico ad una lettura delle vicende politiche russe circoscritta ad uno scontro tra il gruppo installato attualmente al potere, con metodi che – si dice – ricorderebbero l’autocrazia dei tempi zaristi, e un’opposizione democratica e neoliberale, fautrice di una democrazia di tipo “occidentale, che sarebbe perseguitata e limitata nell’esercizio delle sue funzioni dalla politica repressiva di apparati statali paragonabili all’Okhrana. Sappiamo (e abbiamo cercato di dimostrarlo in molte occasioni) che si tratta di un quadro completamente distorto della situazione, costruito fondamentalmente allo scopo di allineare l’opinione pubblica di Europa e USA (storicamente disinformata o addirittura “intossicata” sulle vicende russe) al nuovo clima da “guerra fredda” che è venuto instaurandosi negli ultimi anni.
In realtà, in Russia un’opposizione, solida, strutturata e rispettata, esiste ed è rappresentata nell’aula del parlamento, dal Partito Comunista della Federazione Russa (PCFR), la seconda forza politica del paese, che raccoglie i consensi di un quinto circa dell’elettorato. Il PCFR è una forza di massa che non ha rinunciato, anche attraverso la mobilitazione delle piazze, al suo ruolo di forte critica degli indirizzi di politica sociale ed economica, assunti nel corso degli anni dai gruppi dirigenti che si sono succeduti al potere nella Russia post-sovietica. Ma che ha anche saputo esercitare un ruolo propositivo e di sostegno agli orientamenti dell’amministrazione, in tutte le occasioni in cui il gruppo dirigente russo ha dimostrato la propria volontà di sottrarsi alle logiche egemoniche dell’imperialismo e di affermare la priorità degli interessi nazionali del paese. Ciò è successo in particolare, in un primo momento, nel 1998, con l’appoggio offerto dai comunisti al governo Primakov, chiamato a far fronte ai disastri di una spaventosa crisi finanziaria (e in seguito destituito dall’allora presidente Boris Eltsin, primo responsabile della catastrofica deriva liberista del paese) e, in seguito, durante i mandati presidenziali di Putin, che di una vera e propria svolta nella direzione della difesa degli interessi nazionali si è reso protagonista, provocando di conseguenza la reazione scomposta di molti ambienti in Occidente. Ed è successo ancora negli ultimi tempi, in occasione dell’aggressione del georgiano Saakashvili e del suo alleato USA contro l’Ossezia del Sud, quando la Russia ha saputo rispondere con energia all’ennesima provocazione alle sue frontiere, funzionale ad un’ulteriore espansione dei meccanismi militari imperialisti verso oriente e al controllo politico ed economico della regione caucasica.
Del clima attuale e della complessità dei rapporti tra il governo russo e il Partito Comunista testimonia l’incontro svoltosi il 9 ottobre 2008 tra Vladimir Putin, attualmente alla guida del governo russo, e una nutrita delegazione del PCFR, capeggiata da Ghennadij Zjuganov, alla vigilia di importanti dibattiti parlamentari. Un avvenimento che è passato sotto silenzio in Occidente, ma che ha avuto risalto nei commenti degli osservatori politici di Mosca. Degli atti dell’incontro, protrattosi per molte ore, che sono stati pubblicati (solo in russo) nel sito del governo della Federazione Russa (http://www.government.ru/content/governmentactivity/mainnews/archive/2008/10/09/6420863.htm), abbiamo ritenuto di tradurre alcuni passaggi significativi, in particolare l’introduzione di Putin e ampi stralci dell’intervento di Zjuganov.

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V.V. Putin: Buon giorno, stimati colleghi!

Noi oggi, d’intesa con Ghennadij Andrejevic (Zjuganov), realizziamo un incontro con una vostra nutrita rappresentanza. All’inizio del nostro incontro vorrei mettere in rilievo che, tra gli altri gruppi parlamentari, il gruppo del Partito Comunista della Federazione Russa è presente nella Duma di Stato da più lungo tempo. Abbiamo partecipato al lavoro di tutte le cinque legislature, abbiamo insieme collaborato alla definizione delle norme che caratterizzano l’attività del moderno parlamento russo. Ritengo che anche oggi saremo in grado, in un clima di franchezza e costruttivo, di scambiare le opinioni su un ampio spettro di questioni.

Prima di tutto, vorrei ringraziare il vostro gruppo e il vostro partito per il fatto che, nonostante approcci quasi diametralmente opposti alle problematiche dello sviluppo del paese, nella ricerca di soluzioni a diverse questioni, anche le più rilevanti, vitali ai fini dello sviluppo o relative all’esistenza stessa dello Stato russo, abbiamo sempre trovato comprensione. Ciò si è manifestato anche in relazione alla recente crisi nel Caucaso. Voglio ringraziare per il sostegno all’azione del Presidente, del Governo e dello Stato, che è stato accordato alle nostre azioni nel corso della crisi. Oggi, dopo due mesi, noi siamo uniti come allora nella valutazione di quanto è accaduto e continueremo a rafforzare la nostra difesa degli interessi della Russia.

Il gruppo del PCFR rivolge una grande attenzione allo sviluppo del settore dell’economia reale, al sostegno alla produzione nazionale, ma le nostre opinioni a riguardo, come ho già rilevato, non sempre coincidono su tutte le questioni che si presentano in questo contesto. Tuttavia, voi conoscete le statistiche: ormai da 10 anni l’industria nazionale cresce al ritmo dell’8-10%. Nello stesso tempo, negli ultimi anni, proprio le produzioni manifatturiere, voglio sottolinearlo, proprio le produzioni manifatturiere, e non l’estrazione di materie prime, rappresentano il principale apporto all’incremento dei volumi della produzione. Se darete uno sguardo alla struttura della crescita, non potrete che essere d’accordo con me.

Nel gennaio-agosto 2008 la crescita della produzione industriale è stata del 5,3%, e i settori manifatturieri hanno aumentato la produzione del 7,6%. Ciò che è particolarmente positivo è il fatto che nell’industria manifatturiera sono stati stanziati seri investimenti. Nel 2007 per la prima volta hanno superato 1 trilione di rubli. Si è notata anche una tendenza all’aumento della produttività del lavoro, estremamente importante: 5-7% annuo. A questo proposito, purtroppo, e sono convinto che molti dei presenti sono d’accordo con me, la crescita della produttività del lavoro fino a questo momento è stata inferiore alla crescita dei redditi reali della popolazione.

Il Governo della Russia considera suo dovere contribuire allo sviluppo del settore dell’economia reale, in particolare attraverso misure relative alle tariffe doganali e ai regolamenti tributari. Nell’ambito del prioritario progetto nazionale relativo all’istruzione vengono attuate misure per la preparazione delle figure professionali delle fabbriche negli istituti di istruzione professionale primaria e media. Seppur in presenza di molti problemi, ci si sta comunque occupando della preparazione delle figure professionali delle fabbriche. Nella “Concezione dello sviluppo sociale-economico a lungo termine” recentemente esaminata dal Governo, un posto significativo viene assegnato ai problemi dei settori strategici. Tra questi, le costruzioni aeronautiche e navali, i complessi missilistici e atomici, l’elettronica, l’industria meccanica pesante. E non abbiamo esaminato la questione solo nel programma di sviluppo a lungo termine. Voi avrete certamente notato che nel corso degli ultimi due-tre anni ci siamo sforzati di concentrare le risorse amministrative e finanziarie in questi settori chiave dello sviluppo.

Faccio notare che, nonostante le manifestazioni della crisi nella finanza globale, noi non siamo intenzionati a recedere dalla politica dello sviluppo e dell’aumento della capacità competitiva del settore dell’economia reale. Al contrario, tale compito si presenta particolarmente attuale. Noi ci occuperemo con cura delle misure anticrisi e della soluzione delle questioni strategiche. Proprio oggi sono richieste trasformazioni istituzionali, che favoriscano nuovi livelli qualitativi della nostra industria e allo stesso tempo, più in generale, un incremento della stabilità dell’economia. Nei prossimi uno-due anni dovremo rinnovare la base normativa della regolamentazione dell’industria, varare regolamenti tecnici moderni.

Il rappresentante del PCFR Jurij Dmitrjevic Masljukov guida alla Duma di Stato il comitato per l’industria, e noi facciamo affidamento su un costruttivo lavoro comune sui progetti di legge riguardanti la sfera della regolamentazione tecnica. Anche se dovessimo prendere le decisioni adeguate, concretizzarle sarà un compito molto difficile. A questo proposito, un primo progetto, che regolamenta la sicurezza degli impianti a bassa tensione, verrà entro breve proposto dal Governo alla Duma di Stato.

Ancora un tema: la preoccupazione per le vecchie generazioni, i veterani e i pensionati. Le decisioni relative al modello di sviluppo del sistema pensionistico sono una questione che va affrontata con grande senso di responsabilità, che richiede lo stanziamento di significative risorse di bilancio. Tali decisioni devono dare risultati efficaci in una prospettiva di breve, medio e lungo periodo e in uno scenario di sviluppo del sistema pensionistico, del suo rafforzamento e della sua stabilità, che si estende fino al 2050. Noi dovremo risolvere il problema di una equa valutazione dell’anzianità di lavoro maturata in epoca sovietica e, allo stesso tempo, aumentare le pensioni a quelle persone che non sono più in grado di migliorare da sole la propria condizione materiale. La proposta di indicizzare i diritti pensionistici dell’anzianità cosiddetta “sovietica”, acquisiti fino al 2002, del 10% più 1% annuo, si presenta attualmente come la soluzione ottimale. Vi chiederei di sostenerla.

So bene che per il PCFR uno dei temi più importanti è rappresentato dalla memoria della guerra, dal sostegno ai veterani, dall’educazione patriottica della gioventù. Per questo vorrei esaminare insieme a voi per il 2010, le misure da assumere in vista delle celebrazioni del 65 anniversario della Vittoria nella Grande Guerra Patriottica. Entro quella data vorremmo essere in grado di assicurare ai veterani della guerra abitazioni e speciali servizi di trasporto. E’ necessario, come voi sapete, che la decisione sia assunta a livello di Presidenza della Federazione Russa. E’ previsto il finanziamento da parte del Bilancio. Vorrei poter fare affidamento sul fatto che la Duma di Stato avanzi nuove proposte per il miglioramento della condizione dei veterani, per assicurare una dignitosa previdenza ai partecipanti alla guerra e ai pensionati più in generale.

In conclusione, alcune parole sull’attività di bilancio. La seconda lettura del progetto di bilancio federale è prevista per il 17 ottobre. In occasione della prima lettura, il vostro gruppo parlamentare non lo ha sostenuto. In ogni caso, vorrei ricevere da voi proposte per la seconda lettura. Mi auguro che siano costruttive e tengano in considerazione le possibilità reali dello stato. Che non abbiano caratteristiche che favoriscano i fenomeni di inflazione, con cui certamente oggi dobbiamo confrontarci. Tutte le questioni sono collegate fra loro. Anche voi lo capirete.

Da parte sua, il Governo ha previsto nuovi stanziamenti per il 2009, tra cui quello di 80 miliardi di rubli per la ristrutturazione dell’armamento dell’esercito e gli alloggiamenti del personale militare. Non vedo ragioni di un mancato sostegno del PCFR a questa iniziativa.

Questo è quanto volevo comunicarvi. A lei la parola, Ghennadij Andrejevic.

G.A. Zjuganov: Vladimir Vladimirovic, a nome del gruppo parlamentare desidero ringraziarLa per questo incontro. Ci siamo incontrati con Lei regolarmente per molti anni, nella sua qualità di presidente del paese, ma nella veste attuale si tratta della prima volta. Riteniamo che l’incontro si realizzi nel momento opportuno. Ci troviamo di fronte ad un passaggio difficile e che richiede scelte responsabili, e per questa ragione vorremmo che il nostro colloquio si svolgesse in un clima di franchezza, e di considerazione del fatto che il nostro gruppo parlamentare si distingue per l’alto livello di professionalità.

Ai tempi della preparazione delle elezioni per la Duma e presidenziali, abbiamo elaborato il programma “20 passi verso una vita dignitosa” – per ogni persona e non solo per gli oligarchi -, con una tiratura di 200 milioni di copie. Abbiamo visitato tutte le regioni e contattato tanti consapevoli cittadini, e ciò si è tradotto in un solido consenso sia nelle elezioni locali che in quelle per la Duma, E oggi siamo impegnati a farlo realizzare nell’attività della Duma di Stato.

Voglio dirle che abbiamo predisposto 11 programmi di settore, che sono stati consegnati ai suoi Ministeri e dipartimenti. Ma, purtroppo, molte delle nostre più sensate proposte, nella pratica attuale, non vengono prese in considerazione.

Vorrei oggi richiamare la Sua attenzione sul fatto che, nel nostro gruppo parlamentare, ci sono anche deputati, come Zh. Alferov, premio Nobel, I. Melnikov, uno dei più competenti studiosi di questioni dell’istruzione, O. Smolin, che ha contribuito alla stesura di leggi fondamentali nel settore dell’istruzione, T. Pletniova e N. Ostanina, persone che conoscono a fondo le problematiche della scuola e dell’infanzia. Essi hanno preparato un ottimo programma per il sostegno della scienza e dell’istruzione, per la lotta contro l’abbandono dell’infanzia. Ma, purtroppo, il ministro A. Fursenko non ha neppure esaminato questo programma.

Lei una volta realizzò a Belgorod una pregevole iniziativa su questo tema, proponendo le soluzioni adeguate. Ma sono costretto a dirle che il Ministero le ha prese in considerazione con molta freddezza.

Ricordate quando, dopo la crisi (nel 1998, ndt), E. Primakov e Iu. Masljukov hanno fatto uscire il paese da una situazione pesantissima. Allora le riserve auree e di valuta ammontavano a 6-7 miliardi di rubli e il petrolio costava 12-15 dollari al barile. Ma comunque, in otto mesi riuscirono ad ottenere un aumento della produzione industriale del 24%. Noi disponiamo di un grande gruppo di specialisti: Ju. Masljukov, S. Muravljenko, i Romanov, S. Sobko, S. Savitzkaja, V. Komojedov, che conoscono a fondo i problemi reali della produzione e si battono su queste questioni alla Duma di Stato.

Mi sembra che sarebbe opportuno dare istruzioni ai Ministeri e ai dipartimenti perché vengano esaminate più attentamente molte concrete proposte che vengono avanzate in merito, soprattutto in vista dell’esame di bilancio in seconda lettura.

Lei conosce la situazione nel settore agrario. V. Starodubtzev, uno dei più anziani e competenti studiosi di problemi agrari del paese, V. Kashin e N. Kharitonov hanno preparato una legge per la difesa e il sostegno dell’agricoltura. Purtroppo, il progetto è stato ampiamente modificato e non accolto in misura adeguata.

S. Reshulskij, A. Lokot’, N. Kolomeyzev e S. Levchenko conoscono a fondo le questioni dell’amministrazione locale, su cui hanno avanzato diverse proposte. Ma anche in questo caso non hanno ricevuto risposte chiare e precise.

V. Iljukin già sei anni fa preparò una legge sulla lotta alla corruzione, in collaborazione con gli specialisti della materia e con l’utilizzo delle conoscenze e della pratica internazionali. Ora ci sarebbe la possibilità di inserire una serie di articoli di questa legge nella proposta presentata dal Presidente D. Medvedev all’esame del parlamento.

Vedo tra noi anche Ju. Kvizinskij, diplomatico di grande esperienza, che dirige la Commissione per le relazioni internazionali presso la Presidenza. Abbiamo elaborato insieme una linea comune sulla questione del Caucaso e in merito ai rapporti con i nostri più prossimi vicini. Egli può contare sul nostro convinto sostegno. Sapete chiaramente che tutto ciò che è legato agli interessi nazionali e statali, al rafforzamento della nostra sicurezza, è stato appoggiato dal nostro gruppo parlamentare e dal partito. E a questo proposito, potrete tranquillamente contare sulla nostra linea di consenso. Ci siamo schierati insieme nell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa. Siamo stati in grado di dimostrare che la nostra posizione è ponderata e corretta. E i tentativi di rimuovere la nostra rappresentanza nell’Assemblea o, almeno, di limitarla, sono stati respinti.

Vicino a Lei siede il nostro deputato O. Denisenko, che ha partecipato alle operazioni a Beslan, e che La accompagnò in uno dei Suoi primi difficili viaggi in Cecenia. E’ latore di nuove proposte che possono rafforzare questo lavoro. Mi sembra che sia estremamente utile ascoltare anche l’opinione di questo specialista.

Abbiamo anche un gruppo significativo di giovani deputati – Ju. Afonin, D. Novikov, A. Andrejev, V. Soloviov, A. Korinenko – che conoscono le problematiche giovanili. In questo momento siamo impegnati intensamente nella preparazione del 90° anniversario del Komsomol leninista. Desidero ringraziarLa per la decisione di svolgere questa importante celebrazione – nelle file del Komsomol sono passati circa 40 milioni di nostri cittadini – nel Palazzo dei Congressi del Cremlino. E’ stato dato anche il consenso alla partecipazione alla celebrazione di delegazioni di tutte le repubbliche (senza eccezione) dell’ex Unione Sovietica, e ad accogliere moltissimi rappresentanti delle più importanti organizzazioni giovanili del pianeta.

Ci sembra molto importante oggi, quando il Governo e l’amministrazione si stanno ponendo il compito di elaborare la strategia di sviluppo del nostro paese per i prossimi 20 anni, guardare onestamente alla situazione per trarne le opportune conclusioni. Il nostro punto di vista si basa sulla constatazione che la politica monetarista, alla resa dei conti, ha subito una sconfitta. Recentemente N. Sarkozy, intervenendo all’incontro dei quattro leader d’Europa, ha affermato con franchezza: chi sostiene che il mercato regola tutto, non ha capito l’attuale situazione economica. Il mio personale parere è che gli USA non saranno in grado, nei prossimi tempi, di liberarsi dal cappio che si sono messi al collo da soli, trasformando la propria economia in un grande caos mondiale. Nel complesso gli obblighi finanziari hanno raggiunto la cifra di 643 trilioni di dollari. Non li salveranno certo 700 miliardi e neppure 2 trilioni. Questi “versamenti” saranno insufficienti a bloccare la frana. E’ certo che essa proseguirà. In una parola, quando essi affermano che sono in grado da risolvere sempre tutto, sono smentiti dagli ultimi trenta-quaranta anni di esperienza. Sono stati travolti dalla crisi energetica, hanno subito una sconfitta morale-politica e militare nel Vietnam. Sul piano geopolitico, in larga misura, hanno già perso l’America Latina e hanno trasformato in un lago di sangue l’Afghanistan e L’Iraq. L’attuale crollo finanziario rappresenta un altro evidente indicatore di questa crisi.

A dover fronteggiare la depressione del ’29 in America c’era il presidente Hoover, molto simile per caratteristiche e scuola di pensiero a Bush. E quando Roosevelt arrivò al potere, spedì nel paese sovietico i suoi migliori economisti, che nel giro di poche settimane studiarono come noi organizzavamo la realizzazione del primo piano quinquennale. Tornando, essi dissero: non approviamo il sistema politico, a partito unico; ma dal punto di vista economico molti problemi vengono efficacemente risolti. E Roosevelt, per molti versi, ha trasferito molto dal sistema sovietico alle misure assunte per la difesa dei più poveri, a quelle di regolazione sociale ed anche dei flussi finanziari.

Ci troviamo a dover elaborare la nostra strategia sullo sfondo di ciò che accade in Ucraina. Conosco la Sua preoccupazione. Non solo la condividiamo, ma siamo anche pronti ad offrirLe il nostro massimo appoggio. Ieri V. Juschenko ha sciolto il Parlamento. Per il 7 dicembre sono state indette le elezioni. Lei sa anche, che persino nella fase più acuta degli avvenimenti del Caucaso, in Ucraina e in altri paesi abbiamo ricevuto un unanime sostegno da parte delle “sinistre”. Per questa ragione le elezioni in Ucraina assumono per noi un particolare significato. Se dovessimo trovarci di fronte alla prospettiva della conferma di un secondo Juschenko, il pericolo che dovremmo fronteggiare sarebbe immenso. Per questo occorre sviluppare il massimo sforzo per avere un’Ucraina amica e sorella. Anche perché, senza l’unione delle forze di Russia, Ucraina e Bielorussia – circa 210 milioni di cittadini e grandissime opportunità sia di mercato che produttive – difficilmente sarà possibile superare le difficoltà nei prossimi anni.

Per quanto riguarda il nostro paese, si, è vero che negli ultimi anni funziona meglio il settore dell’economia reale. Sebbene ora si stia avvertendo il rischio della recessione e difficoltà nel settore edilizio.

I maggiori pericoli sono in relazione all’andamento demografico. I Suoi sforzi in questo ambito, ai tempi della Sua presidenza, hanno dato una spinta rilevante, ma ho l’impressione che ora il Governo dovrebbe triplicare gli sforzi. Con l’attuale politica demografica tra sette anni avremo, 135 milioni di abitanti. Tra 2-3 anni è previsto un nuovo crollo demografico. Negli USA ci saranno 315 milioni di abitanti, nell’Europa unita più di 500 milioni e in Cina 1,4 miliardi. Ma da noi si prevede che il numero delle persone in età da lavoro e i pensionati sarà lo stesso. Abbiamo una situazione in cui occorrerebbe stimolare le giovani famiglie ad avere tre figli. E ciò significa che la famiglia dovrà essere in grado di nutrire tre figli e quattro persone più anziane. E bisognerebbe garantire ai singoli lavoratori, come minimo, 15-17 anni di istruzione, una preparazione tecnica adeguata e una buona salute. E con l’attuale politica nel sistema sociale, da noi già 7 persone su 10 pagano per l’istruzione. Nella Germania di oggi, Lei sa che 9 su 10 persone studiano a spese dello stato, in Francia 8 su 10. Il Giappone ha assunto la misura senza precedenti di garantire a tutti, entro il 21° secolo, l’istruzione gratuita a spese dello stato. Da noi avviene precisamente il contrario, sebbene lo stato sovietico persino dopo la guerra abbia garantito a tutti i giovani un’istruzione di qualità (…)

Zjuganov illustra poi un lungo e minuzioso elenco di insufficienze del “sistema paese”, che si manifesterebbero in una limitata attenzione ai problemi dell’economia reale e in gravi ritardi nell’applicazione di efficaci politiche sociali, derivanti sostanzialmente dalle scelte operate in particolare dal ministero delle finanze, diretto da un esponente di scuola neoliberista, A. Kudrin. E’ proprio la presenza di Kudrin (attaccato duramente, il giorno seguente l’incontro tra Putin e i comunisti, dall’ex primo ministro Primakov, oggi a capo della potente “Camera di Commercio e Industria”) nel governo che sembrerebbe rappresentare oggi uno dei più seri ostacoli alla concessione della fiducia dei comunisti alle misure di bilancio al momento in discussione. Zjuganov conclude il suo intervento con una manifestazione di disponibilità “ad aiutare e a sostenere” Putin, qualora venga riproposta un’esperienza di governo analoga a quella che, nell’ultimo scorcio del XX secolo, vide la partecipazione del PCFR alla coalizione di centro-sinistra guidata proprio da Evghenij Primakov (ndt).