I comunisti polacchi manifestano contro l’interdizione dei simboli del lavoro

Traduzione dal francese di l’Ernesto online

Presenti delegazioni di altri partiti comunisti europei. Manifestazioni si sono svolte di fronte alle ambasciate di numerosi paesi di tutto il mondo.

L’8 giugno, giorno dell’entrata in vigore della legislazione anticomunista che proibisce i simboli comunisti (art.256 del codice penale), si è sviluppata una campagna di protesta internazionale, a partire dalla Polonia stessa.

A Varsavia si è svolta una conferenza stampa a margine di una manifestazione che ha visto la partecipazione di delegazioni di partiti comunisti – Partito Comunista di Grecia (KKE), Partito Comunista Portoghese, Partito Comunista di Irlanda – e di organizzazioni giovanili – Federazione Mondiale della Gioventù Democratica e Gioventù Comunista della Repubblica Ceca.

Nel corso della conferenza stampa, i compagni Giorgios Toussas, deputato europeo del Partito Comunista di Grecia, Joao Ferreira, deputato europeo del Partito Comunista Portoghese, Yogendra Shahi, vicepresidente della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica, hanno denunciato queste nuove leggi ed espresso il loro sostegno al Partito Comunista di Polonia. Dopo la conferenza, una manifestazione ha avuto luogo nel centro di Varsavia.

Le catene di informazione e i siti internet polacchi che hanno informato su questo avvenimento, hanno sottolineato l’assurdità del nuovo articolo repressivo del codice penale.

Anche in molti altri paesi, manifestazioni si sono svolte di fronte alle ambasciate della Polonia e lettere di protesta sono state indirizzate ai diplomatici polacchi. Al momento, ci risulta che manifestazioni di questo tipo sono state organizzate ad Atene, Budapest, Lisbona, Londra, Città del Messico, Mosca e Nicosia. Il Partito Comunista di Polonia ha ricevuto lettere di sostegno da numerosi partiti comunisti.

Ci preme ringraziare tutti coloro che hanno partecipato a questa campagna e chiedere che venga proseguita. Dobbiamo intensificare la nostra lotta contro l’adozione di misure discriminatorie verso i simboli comunisti e di misure repressive che vengono attuate sia in Polonia che in altri paesi dell’Europa dell’Est. In questi giorni nuove leggi anticomuniste sono state adottate in Ungheria.