I comunisti indiani si mobilitano in occasione della visita di Obama

In occasione della visita di tre giorni del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama in India, i due partiti comunisti e altre forze di sinistra hanno organizzato, per l’8 novembre, una giornata nazionale di protesta, in cui sono previste diverse manifestazioni di massa.

“Gli Stati Uniti, in nome dei loro disegni egemonici globali, pretendono di imporre una politica lesiva della sovranità nazionale e degli interessi dei popoli di molti paesi”, è scritto nel documento sottoscritto da quattro formazioni politiche della sinistra, tra cui il Partito Comunista dell’India e il Partito Comunista dell’India (Marxista).

Nel testo viene chiesta giustizia per le vittime del disastro di Bhopal, avvenuto nel 1983, attraverso l’indennizzo da parte della Dow Chemicals e l’estradizione di Warren Anderson perché venga giudicato da un tribunale indiano.

Il documento sottoscritto dai comunisti chiede anche la fine delle pressioni statunitensi nei confronti dell’India che ha avviato massicci processi di liberalizzazione dell’agricoltura, dell’educazione e di altri servizi pubblici, settori su cui si stanno concentrando le attenzioni del capitale internazionale.

In merito alla politica estera, il manifesto chiede la revoca dell’accordo tra India e Stati Uniti, che trasforma il gigante asiatico in un alleato militare di Washington, e il ritiro immediato delle truppe di occupazione dall’Iraq e dall’Afghanistan contestuale alla realizzazione di un accordo politico riguardante quest’ultimo paese, la fine dell’embargo statunitense a Cuba e dell’assistenza militare ad Israele fino al momento in cui le autorità di Israele non ritireranno le loro truppe dai territori occupati dei palestinesi e dei paesi arabi limitrofi.