I comunisti di Porto Rico condannano la repressione delle lotte degli universitari

Traduzione di l’Ernesto online

Il Partito Comunista di Porto Rico (PCPR) condanna la brutale repressione contro i giovani, gli studenti e tutti coloro che manifestano nel campus di Rio Piedras dell’università di Porto Rico. Lunedì pomeriggio (27 dicembre), le forze di polizia e antisommossa di Porto Rico hanno attaccato i manifestanti nel corso del settimo giorno di sciopero nel campus, causando decine di feriti e diciotto arresti, oltre alle botte e agli insulti verso tutti quelli che intralciavano la strada, comprese le persone che stavano mangiando nella mensa dell’università e i giornalisti.

La maggioranza delle persone arrestate è costituita da dirigenti studenteschi, una buona parte dei quali appartenenti alle organizzazioni politiche di opposizione. “Denunciamo non solamente la repressione, ma anche la persecuzione selettiva e politica dei compagni in lotta per l’università pubblica a cui aspiriamo”, ha dichiarato Luis Mojica, studente in questo campus e militante comunista. Egli ha aggiunto che “non ci sorprende che vengano smontate tutte le prove contro le persone arrestate, poiché esse non hanno commesso reati. L’amministrazione universitaria e la “borghesia compradora” mostrano i muscoli e cercano di sopraffare dopo che il movimento studentesco organizzato ha dimostrato la loro incapacità a gestire i problemi dell’università”.

Miguel Cruz, anch’egli studente all’Università di Porto Rico, ha sottolineato che il governo attuale è recidivo nell’uso della forza contro un popolo che rivendica i diritti democratici di partecipazione politica. “Tanto la rassegnazione quanto i gas lacrimogeni rafforzano la dittatura borghese. Non c’è spazio per la vera dissidenza del popolo organizzato. L’offensiva attuale del capitale in crisi non la tollera”, ha dichiarato il portavoce del Partito Comunista, Miguel Cruz.

I comunisti considerano tutto ciò come una grande lezione che offre oggi Wall Street, attraverso il conflitto all’Università di Porto Rico. Secondo quanto dicono “ ogni organizzazione di base, comunitaria, sindacale, studentesca e i fronti di lotta non potranno far valere i loro diritti né avanzare le loro proposte per mezzo di negoziati senza l’unità, di massa e di classe, resa necessaria da questo momento storico, in cui la lotta è portata nelle strade”. Hanno lanciato un appello alla mobilitazione solidale e di lotta dei lavoratori in favore dell’università e hanno sottolineato l’importanza di organizzarsi per condurre delle azioni concrete.

“L’educazione non è una merce e l’Università non sarà smantellata”.