I comunisti di AKEL fanno appello al rafforzamento del dialogo tra le comunità di Cipro

Traduzione dal francese di l’Ernesto online

*L’articolo è stato pubblicato in “Avante”, settimanale del Partito Comunista Portoghese, il 2 giugno 2010

Il Comitato Centrale del Partito Progressista dei Lavoratori (AKEL) ha espresso il suo totale sostegno alla politica attuata dal presidente della Repubblica di Cipro, Dimitris Christofias, nei confronti della questione della riunificazione del paese, e ha riaffermato che continuerà la lotta per una risoluzione del problema cipriota sulla base degli impegni già assunti.

In una risoluzione adottata il 14 maggio, il Comitato Centrale di AKEL rileva che l’arrivo di Dervis Eroglu alla testa della comunità turco-cipriota, in seguito alle elezioni di aprile 2009, “rappresenta un’evoluzione negativa”.

A questo riguardo, il documento ricorda che Eroglu ha espresso “posizioni che contraddicono sia la lettera che lo spirito delle risoluzioni delle Nazioni Unite, che sono contro gli interessi del popolo cipriota e che si allontanano dal quadro emerso nelle trattative”.

Tuttavia, i comunisti ciprioti ritengono che tale circostanza “non deve condurre alla disillusione. Al contrario, impone la necessità di intensificare i contatti e di coordinare le azioni con le forze che, tra i nostri compatrioti turco-ciprioti, desiderano veramente trovare una soluzione al problema di Cipro, basata su una federazione bi-zonale e bi-comunitaria”.

Prendendo nota delle dichiarazioni del primo ministro della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, secondo cui egli cercherebbe di arrivare ad una soluzione del problema di Cipro entro la fine dell’anno, AKEL sottolinea che tali intenzioni “devono tradursi in volontà politica e in atti concreti sul tavolo dei negoziati”. Al contrario, si fa notare, “esse non sarebbero altro che sforzi senza alcun valore”.

“Ankara deve comprendere che prolungare in eterno la questione di Cipro costituisce un problema per la stessa Turchia e per le sue ambizioni. Prima comprenderà questa realtà e cambierà la sua politica, più velocemente la strada sarà aperta alla risoluzione del problema cipriota”.

Infine, AKEL esprime la sua delusione per la posizione di una parte delle forze politiche interne che “mettono sempre più in discussione la soluzione della federazione bi-zonale e bi-comunitaria, progetto verso cui vengono sferrati i principali “attacchi contro il Presidente della Repubblica e AKEL”.

Quale alternativa alla federazione bi-zonale e bi-comunitaria, queste forze oppongono una presunta “soluzione ideale”, che “nessuno ha mai precisato né esplicitato come e con quale appoggio potrebbe essere messa in opera”.

AKEL sottolinea che “in nome di questa soluzione “ideale” si alimenta in realtà una cultura della “non-risoluzione” e dell’accettazione della divisione. La retorica patriottica, il fervore nazionalista e posizioni inaccettabili, che non tengono assolutamente conto della realtà del mondo moderno, come pure gli attacchi ostinati contro il Presidente e AKEL non possono nascondere il fatto che gli oppositori della federazione, coscientemente o no, difendono la divisione, con tutte le conseguenze che tali sviluppi avrebbero per l’intero nostro popolo”.