Hu governerà la nuova Cina ma Jiang sarà sopra di lui

· Jiang lascerà molte delle sue responsabilità
· Hu porterà avanti per lui l’idea di leadership unita
· ma Jiang conserverà il potere

PECHINO – Lo schieramento ai vertici della nuova leadership cinese presentata venerdì alla stampa nazionale e internazionale era, in ordine di graduatoria, questo: Hu Jintao, Wu Bangguo, Wen Jiabao, Jia Qingkin, Zeng Qinghong, Huang Ju, Wu Guanzheng, Li Changchun and Luo Gan.
Nell’elenco delle biografie ufficiali distribuito dopo la cerimonia, comunque, il nome di Jiang Zemin era tuttavia il primo, così come era stato, secondo le aspettative, presidente eletto della Commissione Militare. E Hu nel suo discorso di apertura ha sottolineato l’importanza della teoria dei “Tre rappresentanti” di Jiang (quella per cui il partito comunista finisce di essere l’avanguardia della sola classe operaia per diventare rappresentate dell’intera società cinese, ndr) come il perno delle azioni del Partito Comunista Cinese.
Jiang si ritirerà ora da molte responsabilità che saranno assunte da Hu. Il nuovo capo del partito è sembrato sin dal principio ben intenzionato a portare avanti l’idea di una leadership unita. Ha compiaciuto l’ultimo classificato in graduatoria del nuovo Comitato permanente, il quale è anche il più vecchio del gruppo, Luo Gan, chiamato anche “il nostro fratello anziano”, che può significare “il nostro capo”.
Nell’insieme, il politburo, allargato a nove persone, sembra un gabinetto ministeriale e, dato il numero di membri, più grande dell’usuale (il Comitato permanente non ha mai contato più di cinque persone), garantirà l’ulteriore e permanente influenza di Jiang, poiché un gruppo più nutrito implicherà consultazioni più macchinose che coinvolgeranno il presidente.
Un altro aspetto che testimonia l’importanza di Jiang è il fattore età. I membri del politburo sono quasi tutti over sessanta e Hu, che ne ha 59, è uno dei più giovani. Tradizionalmente, in Cina, la differenza di età è importante per stabilire l’autorità di qualcuno, e Hu pare essere tra i pari. Invece, Jiang, 76 anni, spicca per essere uno dei più anziani del gruppo tanto che i componenti più vecchi continueranno ad essere testimoni della sua importanza.
In questo nuovo gruppo non c’è nessuna persona giovane che può essere identificata come il capo della quinta generazione nella leadership. La scelta per i successori di Hu, poi, dovrà essere postposta al prossimo congresso di partito o a metodi interamente diversi di selezione.
Infatti, questa volta, la retorica ufficiale ha forzato l’elezione dei nuovi leader, che non sono stati acclamati nel politburo, ma votati. Anche se
nel Comitato Centrale alcuni non hanno preso parte al voto. Quindi, è probabile che la quinta generazione di leader dovrà passare attraverso un processo di selezione più democratico che l’attuale sistema di selezione e scelta dei leader.
Nell’attuale processo, operare cioè in modo più trasparente, l’opinione dei vecchi saggi è tenuta ancora in considerazione. Questo finirà, con la scomparsa naturale dei veterani e con l’interesse alla politica di persone più giovani che li metteranno progressivamente da parte. Ma sarà difficile scegliere i futuri leaders in assenza di un qualche tipo di voto democratico interno. Nel frattempo, il partito farà esperimenti con i simboli della coesione con Jiang dentro e fuori la stanza del potere. Il partito vuole evitare la modalità della doppia leadership come accadde nel 1987 tra Deng Xiaoping, a capo della Commissione Militare, e Zhao Ziyang, segretario generale del partito, una situazione che portò a un a lotta di potere e consusse al movimento di Tienanmen nel 1989.
Come la gerarchia ha reso chiaro, non esistono margini di dubbio: in definitiva, Jiang sarà sopra Hu, sebbene Hu avrà il compito di governare giorno per giorno. Nel 1987, la situazione non era così chiara: Deng non fu ufficialmente classificato sopra Zhao.
L’altra importante novità è il ruolo dell’esercito nel processo del prendere decisioni. Nel politburo, ci sono solo due militari. Guo Boxiong e Cao Gangchuan, ma questi occupano posizioni abbastanza basse nella gerarchia, rispettivamente ai posti 22 e 23.
Viceversa, molto in alto sta l’istanza della legge e della disciplina. Per la prima volta durante al Comitato Permanente, era presente un capo della commissione disciplinare del partito, Wu Guanzheng, numero 7 nella gerarchia, con Luo Gan, numero 9, intestatario della commissione di legge.
La corruzione è la grande inquietudine del partito, e la legge e l’ordine sono la soluzione apparente.

* (per gentile concessione di Asia Times)
(traduzione a cura di Roberta Spadotto)