«Ho detto no per i crimini Usa»

LONDRA
L’intervento in Iraq è «una guerra di aggressione moralmente sbagliata». Lungi dall’essere uno slogan pronunciato da un pacifista che non ha mai combattuto, queste parole vengono da un soldato britannico delle forze d’élite Sas, che ha deciso di dimettersi dopo essere andato in Iraq ed aver assistito a «decine di atti illegali» commessi dalle forze Usa. «E’ stata la decisione più difficile della mia vita, ma non me ne pento», dice al manifesto Ben Griffin, 28 anni, di cui 10 passati nell’esercito fra Afghanistan, Macedonia, Irlanda del Nord e Iraq. Ben è il primo membro delle Sas, le teste di cuoio britanniche, a rifiutarsi di combattere per motivi etici.

Cosa l’ha convinta a mollare tutto?

Quando sono entrato nell’esercito ho giurato di combattere per il mio paese, non per fare la politica estera degli Stati Uniti. Ho assistito a troppi atti illegali mentre ero a Baghdad, soprattutto da parte delle forze americane con cui collaboravamo in operazioni antiterrorismo. Sapevo che i soldati americani agivano diversamente, ma non mi aspettavo niente di simile. Quando ogni giorno, prima di uscire dalle baracche, i nostri superiori ci ripetevano le regole di ingaggio spiegando che si poteva aprire il fuoco solo come ultima risorsa per salvare un civile o un compagno, i soldati americani ridevano e i loro capi li assicuravano che per loro queste norme non valevano.

Quando dice «atti illegali», a cosa si riferisce esattamente?

Sparare su una folla di dimostranti pacifici senza essere attaccati, radere al suolo una casa dove non si sa chi abita a colpi di carro armato per rispondere a qualche colpo di fucile, in generale usare violenza in modo gratuito e ingiustificato.

Ma c’è differenza tra i militari britannici e quelli americani?

Sì, molta. Non so perché, ma gli americani non sembrano avere alcun rispetto per la popolazione irachena. La maggior parte sono ventenni che pensano solo a fare un po’ di soldi in fretta per potersi pagare l’università.

Com’era la situazione in Iraq quando lei è rientrato 11 mesi fa?

Già come quella di un paese allo sbando lasciato in mano a migliaia di mercenari che rispondono solo a chi li paga meglio. Invece che provare a sostenere uno stato di diritto, le autorità della coalizione sembravano disposte a chiudere gli occhi per supportare una parte in modo da sconfiggerne un’altra.

Secondo lei qual è la soluzione?

Ritirare immediatamente le truppe britanniche dall’Iraq. I nostri militari non hanno nessuna influenza sugli americani. Noi ad esempio ci siamo fatti una discreta esperienza di guerriglia urbana e operazioni antiterrorismo in Irlanda del Nord, ma gli americani non ci stanno a sentire e vogliono fare solo di testa loro.