Haidi Giuliani: «Se non si fa mi dimetto»

Senatrice Giuliani, qual è stata la sua prima reazione alla notizia che la commissione d’inchiesta sul G8 2001 è stata bocciata dalla commissione Affari costituzionali?
Le dimissioni. Sono arrivata in senato per fare questa commissione, è quello di cui ho parlato durante tutta la mia campagna elettorale. Se il parlamento si rifiuta di costituirla è giusto che me ne torni a casa.

E poi?
Poi mi hanno spiegato che c’è ancora la possibilità di portare il progetto in aula. Ho deciso di aspettare, sono sei anni che mi batto per fare questa commissione che potrebbe chiarire anche come è morto mio figlio Carlo (ucciso in piazza, l’inchiesta giudiziaria è si è conclusa con un non luogo a procedere ndr). Posso aspettare ancora, figuriamoci se mi arrendo.

Di chi è la colpa per quel che è accaduto in commissione?
La destra ha sempre parlato della difesa dell’onorabilità delle forze dell’ordine. Nel centrosinistra, invece, sono in molti ad essere contrari alla commissione, ad aver paura di quel che può venir fuori.

C’è anche chi teme che questa indagine parlamentare possa essere un boomerang per «il movimento». Sono in molti a proporre di indagare sulle violenze messe in atto dai manifestanti…
Facciamolo. Scopriremo che molti dei cosiddetti black bloc sotto la maglia nera indossavano una divisa. L’inchiesta dovrà spiegare perché 80.000 agenti non sono stati in grado di fermare quattro ragazzini.

La procura di Genova ha appena chiesto pene durissime per 25 manifestanti accusati di devastazione e saccheggio.
Se non fosse una cosa devastante per le vite degli imputati di quel processo, sarebbe risibile. Venticinque persone che neppure si conoscevano tra loro sarebbero state in grado di mettere in crisi le nostre forze dell’ordine? Come facciamo a fidarci di chi gestisce la sicurezza dei cittadini?