Guerra, coerenza e coraggio politico

Traduzione di l’Ernesto online

*Albano Nunes è membro della Segreteria del Partito Comunista Portoghese

E’ comune l’affermazione secondo cui “nella guerra la prima vittima è la verità”. Di fatto non c’è intervento militare o guerra imperialista che sia stato scatenato senza essere coperto da una montagna di menzogne in merito alle sue immediate motivazioni e ai reali obiettivi degli aggressori. Il caso della Libia sta lì a confermarlo.

Che la reazione e l’imperialismo ricorrano sistematicamente alla menzogna non ha nulla di sorprendente. Mai le classi dominanti hanno confessato i loro veri disegni e hanno sempre condotto la loro politica sfruttatrice ed aggressiva in nome dell’ “interesse generale” e dei “valori universali”. Nelle democrazie formali svuotate dei diritti economici, sociali ed anche di quelli politici fondamentali, in cui vige un sofisticato controllo dei grandi mezzi di comunicazione e delle istituzioni di riproduzione ideologica, la menzogna conserva un’apprezzabile capacità di influenza, anche perché, come ha insegnato Marx, l’ideologia dominante è l’ideologia della classe dominante. E’ ciò che permette ai signori del capitale di fare impunemente il bello e il cattivo tempo, di banalizzare e rendere accettabili pratiche e valori (si veda Berlusconi) che non sono altro che espressioni della natura disumana e della profonda decadenza del capitalismo, di spingere grandi masse a votare contro i propri interessi e persino ad appoggiare le forze più reazionarie, come si vede con l’inquietante avanzata delle forze di estrema destra in Europa. E’ ciò che garantisce che Obama conquisti il suo Nobel annunciando la chiusura di Guantanamo, l’uscita delle truppe nordamericane dall’Iraq e la presa di distanze dai brutali eccessi dell’amministrazione Bush e che lo spudorato abbandono di tali promesse passi senza una condanna pubblica con la dimensione che merita.

Ma se non sorprende che, persino dopo che sono state smascherate le colossali menzogne che avevano caratterizzato la guerra dei Balcani e la distruzione della Jugoslavia o l’invasione e l’occupazione dell’Iraq e dell’Afghanistan, l’imperialismo insista con le menzogne abituali, la stessa cosa non si può dire del comportamento di forze che, come il Bloco de Esquerda (partito membro della “Sinistra Europea” e caratterizzato anche dalla presenza di componenti trotzkiste, che ha firmato la mozione del Parlamento Europeo che chiedeva la “no fly zone” in Libia, ndt), a parole sono contro il militarismo e la guerra, ma nella pratica, di fronte all’offensiva ideologica e al ricatto politico della destra e dei suoi compagni di viaggio della socialdemocrazia, sono incapaci di una posizione coraggiosa di condanna frontale dell’imperialismo.

Un tale comportamento non è solo sorprendente, ma anche inquietante. Ciò che è in causa nella guerra di Libia è troppo serio per consentire le tergiversazioni di forze che si considerano di sinistra. Oltre al controllo delle risorse petrolifere del paese (che il Qatar già si appresta a sfruttare in Cirenaica), nel mirino dell’aggressione c’è tutto il movimento di liberazione dei popoli arabi e il confessato progetto di ridimensionare e far arretrare i processi popolari in Tunisia, Egitto, Yemen e Bahrein (dove le truppe della dittatura saudita già intervengono apertamente), si sta dando copertura a una nuova scalata di illegalità e crimini di Israele nella Palestina occupata e si mette in marcia in Siria una classica operazione di ingerenza e destabilizzazione, mentre nel continente africano – dal Sudan alla Costa d’Avorio, dalla Nigeria all’Angola – continuano a restare in primo piano le cospirazioni e le ambizioni ricolonizzatrici dell’imperialismo.

Oltre a ciò – e non meno importante – la guerra di Libia non solo dà espressione pratica al nuovo concetto strategico della NATO che proclama questa organizzazione aggressiva polizia del mondo e braccio armato del “nuovo ordine” imperialista, ma rappresenta un nuovo balzo nel processo di strumentalizzazione dell’ONU da parte degli USA e delle altre grandi potenze imperialiste: per la prima volta è scatenata una guerra che viola il diritto internazionale ed è condotta dalla NATO, che ottiene l’avallo di una risoluzione dell’ONU. Si tratta di un precedente gravissimo che nessuna forza amante del progresso sociale e della pace ha il diritto di ignorare.