«Grilletto facile»: la Lega incassa il via libera

Licenza di uccidere. Un solo articolo, un solo concetto, ma chiaro. Si potrà sparare e uccidere chiunque minacci la propria persona o i propri beni senza il rischio di incappare nelle maglie della giustizia. Non è ancora legge, ma il primo passo è fatto. Ieri il pdl sulla legittima difesa ha avuto l’ok della Commissione Giustizia della Camera a maggioranza
compatta. Alla norma voluta dalla Lega ha votato a favore tutta la Cdl, anche se adesso c’è chi dice che c’è stato qualche maldipancia soprattutto tra gli avvocati del Polo. Non ha votato il presidente della commissione Gaetano Pecorella. E non è stato sufficiente il no dell’Unione e di Prc a fermare il provvedimento del grilletto facile. Adesso il testo deve passare in Aula ed è stato calendarizzato per l’ultima settimana di novembre.
Il relatore Guido Rossi della Lega è soddisfatto: «Dicono che è la legge del Far-West – dice – ma non è vero. Questa è una legge che piace alla gente». Di fatto la modifica dell’Articolo 52 prevede che chiunque, in casa propria o sul luogo di lavoro, si senta aggredito o minacciato può reagire come crede, anche uccidendo, purché la sua reazione sia sempre considerata «proporzionata» all’offesa. In particolare dovranno essere chiare la minaccia per l’incolumità e la mancata desistenza dell’aggressore. Ma la reazione – in tutti i casi previsti – sarà ampiamente giustificata, non esisterà cioè più l’eccesso di legittima difesa norma per la quale si veniva condannati. E non basta. Questo tipo di difesa – e questa è la novità – potrà essere esercitata anche in ogni altro luogo dove venga esercitata un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale. Il provvedimento non piace ai penalisti italiani che nei giorni scorsi avevano inviato un documento contro la proposta di legge. DAl punto di vista politico criminale – scrivevano i penalisti tra cui Carlo Federico Grosso – questa legge avrà un solo effetto: la rincorsa al possesso più o meno legittimo di armi da parte delle categorie e i ceti più esposti». Dura anche la reazione del sindacato delle toghe. «Con le nuove norme in materia di legittima difesa viene lanciato al Paese un messaggio preoccupante – dice il presidente dell’Associazione nazionale magistrati Ciro Riviezzo – . La nuova normativa, introducendo una presunzione assoluta di proporzionalità nella legittima difesa, ignora decenni di elaborazioni della dottrina e della giurisprudenza in questa materia, impedisce una valutazione caso per caso della fattispecie concreta ed espone al rischio -avverte Riviezzo- di decisioni non aderenti al dato reale della situazione specifica». Critico anche il deputato dei Ds Giovanni Kessler: «Si tratta di una norma-manifesto che creerà molti più problemi di quelli che vorrebbe risolvere e che è stata imposta dalla Lega alla maggioranza che l’ ha subita senza convinzione. E significa che uno può anche arrivare ad uccidere lo zingarello che gli entra nel giardino di casa senza timore di venire condannato per eccesso di difesa…..».