Grecia: l’iniziativa militante e il programma dei comunisti

Traduzione di l’Ernesto online

I lavoratori greci stanno conducendo una lotta durissima contro le misure d’austerità. Il Partito Comunista di Grecia (KKE) e il Fronte militante dei lavoratori (PAME) giocano un ruolo di primo piano nelle mobilitazioni. La lotta viene portata in ogni luogo di lavoro e in ogni quartiere. Alleanze si formano allo scopo di costituire un grande movimento popolare che metta fine a questo sistema.

Da due anni, la Grecia conosce numerosi scioperi nazionali e settoriali e importanti manifestazioni, mobilitazioni e occupazioni di edifici pubblici. Il KKE e il Fronte militante dei lavoratori che le animano giocano un ruolo primario nella lotta contro le misure antisociali prese dal governo, l’Unione Europea e il FMI e nello sviluppo della lotta di classe.

I lavoratori producono la ricchezza e la ricchezza appartiene loro. Questa rivendicazione fondamentale corrisponde ai bisogni attuali dei lavoratori. Ma essa entra in conflitto con la grande borghesia e con la linea politica antisociale dei due partiti che si avvicendano al potere: la socialdemocrazia (PASOK) e i liberali (Nuova Democrazia). Questa rivendicazione si oppone alla linea delle direzioni sindacali delle Confederazioni GSEE (lavoratori del privato) e ADEDY (funzionari).

Costituzione di un’alleanza popolare

Il Partito Comunista vuole dare slancio all’azione congiunta delle più ampie forze radicali, con la formazione di un’alleanza sociale nazionale. Per la prima volta in Grecia, si tratta di proporre un quadro di lotta comune per gli operai, gli impiegati, i lavoratori indipendenti, i giovani, le donne, gli immigrati… L’iniziativa parte dal PAME. Il Raggruppamento militante dei contadini (PASY) come pure il Raggruppamento greco anti-monopolista dei lavoratori indipendenti e dei piccoli commercianti (PASEVE) hanno risposto positivamente. Questa alleanza si è unita al Fronte militante degli studenti (MAS) e alla Federazione Greca delle Donne. Non si tratta di una mobilitazione di gruppi presi nel loro insieme, ma di un’alleanza sociale basata su organizzazioni attive di classe e su forze militanti all’interno di strutture del movimento sindacale complessivo. Fin dall’inizio, l’accento è stato posto sulla formazione di comitati popolari che costituiscono alleanze nei quartieri, di comitati di lotta nei luoghi di lavoro e di comitati nei differenti settori sindacali.

Il KKE si impegna perché la lotta si organizzi alla base, in ogni settore e in ogni luogo di lavoro, nelle zone industriali, nei quartieri popolari, tra gli immigrati, nelle strade del piccolo commercio, nelle università e nelle scuole. Ciascun elemento costitutivo di questa alleanza esercita l’iniziativa nel proprio campo. Si tratta allo stesso tempo di una lotta pianificata su scala nazionale e regionale. Non si tratta di un raggruppamento temporaneo di forze, ma della costituzione di una forza che mira a unire i lavoratori e gli altri strati popolari contro il potere dei monopoli e l’imperialismo.

La forza di questa alleanza sarà determinata in primo luogo all’interno delle fabbriche, nei luoghi di lavoro. Poiché è là che la contraddizione tra capitale e lavoro si esprime chiaramente e direttamente.

I comitati di lotta che si sono costituiti hanno già raggiunto alcuni risultati positivi, come il reintegro dei lavoratori licenziati, il pagamento dei salari e delle compensazioni, la ripresa della distribuzione dell’elettricità alle famiglie che non erano più in grado di pagare le fatture. Mobilitazioni importanti hanno avuto luogo e continuano ad aver luogo per la soppressione del pedaggio sulle strade nazionali, contro il pagamento di onorari negli ospedali pubblici, contro l’aumento dei prezzi delle visite mediche, contro la chiusura delle scuole e la riduzione del numero dei letti negli ospedali.

Queste lotte sono importanti poiché riguardano i problemi delle famiglie, dei lavoratori e degli agricoltori poveri. Certamente, non sarà sufficiente ad arrestare il deterioramento delle condizioni di vita dei lavoratori colpiti dalle misure d’austerità. Il capitalismo ha la forza di assorbire queste lotte, sfrutta la stanchezza dei lavoratori e la sconfitta di numerose lotte. Uno dei primi obiettivi di questa alleanza popolare è di resistere, di condurre una guerra di logoramento contro le misure barbare imposte dal governo, l’UE e il FMI. Ma il compito più importante avrà un carattere creativo: consisterà nel liberare un punto di vista militante e popolare, l’ottimismo e la dignità militante. Conducendo una lotta quotidiana e fornendo un sostegno concreto alle persone più toccate dall’austerità, il KKE pone la questione di fondo del sistema capitalismo: “Noi vogliamo che il maggior numero possibile di lavoratori e la maggior parte possibile di settori poveri della popolazione prendano coscienza delle frontiere storiche del capitalismo. Esso ha esaurito ogni funzione positiva che aveva potuto avere in passato.”

Un programma per una Grecia socialista

Il KKE ha presentato al popolo greco la sua alternativa. Si tratta di una proposta politica complessiva di creazione di un’economia popolare per rispondere ai bisogni attuali delle persone e non ai bisogni del profitto del capitale. Essa include la socializzazione dei mezzi di produzione di base, la pianificazione centrale e il controllo da parte dei lavoratori. L’alternativa del KKE riguarda ogni settore dell’economia e della società greca.

Per soddisfare i bisogni del popolo, il KKE propone che l’energia, le telecomunicazioni, i trasporti, le ricchezze minerarie, l’industria manifatturiera, la terra e altri strumenti di sviluppo diventino proprietà del popolo.

“A fianco dei settori collettivizzati dell’economia, esisteranno cooperative di produzione per gli agricoltori e i piccoli commerci.

Lo sviluppo attentamente studiato e la pianificazione centrale potranno mettere a profitto i vantaggi di ogni settore e rivitalizzare le regioni e i settori economici. Potranno così essere sviluppati in modo equilibrato l’industria, l’economia agraria, il turismo e altri settori dell’economia.

I lavoratori potranno in tal modo esercitare un autentico controllo sociale sulle ricchezze prodotte dal paese. Una reale partecipazione e l’iniziativa popolare saranno instaurate attraverso istituzioni popolari create nel corso della lotta.”

Su questa via di sviluppo, stima il KKE, la Grecia si ritirerà da unioni e organizzazioni imperialiste, in particolare l’Unione Europea e la NATO, e stabilirà relazioni reciprocamente vantaggiose con gli altri paesi. Alcuni rivendicano oggi l’uscita dalla zona euro e dall’Unione Europea e il ritorno alla dracma. “Senza il rovesciamento del potere dei capitalisti, sarà nuovamente il popolo a pagare il prezzo più pesante. Infatti, una parte dei capitalisti – quelli che possiedono capitali all’estero – potrebbe semplicemente comprare nel paese a basso prezzo.”

Il KKE chiede l’uscita dall’UE e dalla NATO insieme al potere popolare e all’economia popolare. “Scegliere questa strada permetterebbe di risolvere il problema della disoccupazione e di garantire il diritto al lavoro per tutti. Assicurerebbe il diritto all’assistenza sanitaria e a una sicurezza sociale gratuita. Il diritto all’insegnamento gratuito e di qualità per i ragazzi sarà garantito come pure i bisogni culturali e sportivi della gente. L’ambiente sarà protetto e il flagello della droga eliminato.”

“Il socialismo è la sola risposta possibile alla barbarie del capitalismo”, spiega il KKE. “Non esiste altra via. La necessità e l’attualità del socialismo sono più evidenti che mai. Oggi lo sviluppo della scienza e della tecnologia ha fatto un balzo; la ricchezza prodotta ha raggiunto proporzioni fantastiche. Oggi, noi potremmo lavorare meno, avere tempo libero, sentirci sicuri, pensare all’avvenire senza angoscia, beneficiare dei numerosi vantaggi del benessere sociale. Ciò è stato dimostrato dalla costruzione socialista del 20° secolo. I lavoratori e le genti hanno molto da imparare dal socialismo che abbiamo conosciuto nel 20° secolo, tanto dalle realizzazioni grandiose e innovative del secolo scorso come dalle deviazioni che si sono prodotte e che hanno portato a una sconfitta temporanea.”

Ringraziamo la Sezione internazionale del KKE per averci fornito i dati per questo articolo.