Grassi su Prodi: “NO alle privatizzazioni, sì all’intervento pubblico”

E’ vero che alle primarie del 16 ottobre Prodi ha ottenuto un consenso plebiscitario, ma questo non lo autorizza, in qualità di candidato premier dell’Unione (a proposito esiste ancora?), ad avanzare proposte programmatiche che non sono mai state discusse a nome di tutta la coalizione.

Nell’intervista su Repubblica Prodi dice che: “in molti casi procederemo con le privatizzazioni”. Chi l’ha deciso? Dov’è stato discusso? Non siamo assolutamente d’accordo.

Sarebbe meglio che Prodi prendesse atto che la politica di privatizzare tutto – perseguita anche dal suo governo negli anni 90 – è fallita. Non ha prodotto nessun risultato positivo per l’economia del paese.

Così come sarebbe meglio non lasciasse alla destra le critiche al Patto di stabilità e la smettesse di difendere il bidone vuoto dei parametri di Maastricht e della politica economica della Banca centrale europea.

Se si vuole ridare fiato all’economia del paese, bisogna mettere in conto il fatto che quei parametri debbano essere superati. Occorre rivalutare l’intervento pubblico, aumentare salari, stipendi e pensioni (altrimenti i discorsi sulla quarta settimana sono pura retorica), investire in ricerca, innovazione e ambiente.

Le risorse ci sono, basta avere il coraggio di reperirle: tassare le grandi rendite e i patrimoni, colpire l’evasione e l’elusione fiscale, ridurre le spese militari.

Viceversa, se Prodi pensa di riproporre le politiche economiche degli anni 90, il suo governo andrà inevitabilmente in rotta di collisione non solo con Rifondazione comunista, ma con tutta la sinistra di alternativa.

Roma, 28 ottobre 2005 ore 15.30

Ufficio stampa Essere Comunisti PRC