Grassi: «Questione morale e di classe»

Per Claudio Grassi fondamentale il voto anticipato

Claudio Grassi, leader della principale corrente di minoranza del Prc, concorda in pieno con Valentino Parlato sull’urgenza di reclamare le elezioni anticipate: «E’ un’esigenza fondamentale, dal momento che il governo non solo non è in grado di rispondere ai gravi problemi del paese, ma può solo deteriorarli».

E delle primarie cosa pensa la minoranza di Rifondazione?

Concordo con quel che ha scritto sul manifesto Giuseppe Chiarante. Sono una concessione alla personalizzazione della politica e un rafforzamento del maggioritario. Penso che sia stato un errore, adesso che il sistema maggioritario è apertamente in crisi, non lanciare un’offensiva della sinistra radicale per la riforma elettorale.

Ormai, comunque, le primarie ci saranno…

Ci saranno perché Prodi le ha volute a tutti i costi. Ed è ovvio che più voti prende Bertinotti, che è il candidato più rappresentativo della sinistra radicale anche se non l’unico, più peso avrà questa sinistra nella definizione del programma dell’Unione.

A proposito, a che punto è il fantomatico programma in questione?

Questo capitolo è il vero punto nero, non solo per quanto riguarda Rifondazione ma l’intera sinistra d’alternativa. Trovo che siano stati fatti due errori. Prima di tutto la sinistra radicale non ha chiesto per tempo che si aprisse la discussione programmatica. Non ha saputo costruire iniziative per elaborare un suo programma comune, che certo non avrebbe potuto essere recepito dall’intera Unione ma avrebbe dato forza alle istanze della sinistra radicale. In secondo luogo, non avendo discusso il programma con tutto il centrosinistra e non avendo scritto una propria proposta di programma, abbiamo comunque dato per scontata la nostra presenza nel governo. E io mi chiedo, ma cosa ci staremmo a fare in un governo di centrosinistra se questo non facesse proprie alcune delle nostre istanze fondamentali?

Ti pare che il dibattito politico attuale autorizza a credere che almeno alcune di queste istanze saranno fatte proprie dall’intera Unione?

Negli ultimi due passaggi parlamentari importanti, quello sulla politica estera e quello sulle norme anti-terrorismo, l’Unione si è spaccata. Dunque, stando ai fatti, non sono per nulla tranquillo sul fatto che nel programma ci saranno elementi diversi rispetto alle politiche del centrosinistra negli anni `90, quelli del governo. Per questo sarebbero urgenti iniziative politiche immediate.

In concreto?

In concreto direi che già in settembre si debba riunire tutta la sinistra d’alternativa, anche approfittando di alcuni luoghi che già ci sono come la camera di consultazione, per preparare un profilo programmatico comune.

Non pensi che le primarie potrebbero essere un momento utile anche per dar voce alla base sui contenuti del programma?

Bisognerà cercare di farlo. Ripeto che le primarie non mi piacciono, ma, dal momento che ci sono, si deve tentare di usarle anche per avviare la discussione programmatica. L’inizio della campagna dei vari candidati, però, mi è parso un po’ desolante.

Cosa pensi della questione morale posta tra gli altri anche da Bertinotti e della proposta di un codice etico per l’Unione?

Il problema morale esiste, ma aggiungerei che c’è anche una questione di classe. Che attraverso la vendita di azioni si guadagnino milioni di euro esentasse è uno scandalo. Così come è scandaloso che non si rinnovi il contratto dei metalmeccanici. E dunque il codice etico va benissimo, però dobbiamo anche chiedere all’Unione di ridurre le diseguaglianze sociali, ad esempio mettendo nel programma una tassazione dei profitti almeno pari a quella che grava sul lavoro.