Grassi, Prc: «Voterò Bertinotti ma queste primarie non mi piacciono»

L’esponente de «l’Ernesto»: «Nel partito non se n’è mai discusso»
Il 16 ottobre andrà a votare per le primarie. E voterà Bertinotti. Claudio Grassi, esponente della minoranza più consistente di Rifondazione, l’Ernesto, non ha dubbi in proposito. Eppure non ha cambiato di una virgola il suo giudizio sulla consultazione.
«Sì, sono più convinto di prima che le primarie siano uno strumento profondamente sbagliato. Estraneo alla nostra cultura. Ma come, mi domando: siamo stati il partito che con maggior decisione si è battuto per battere la logica del maggioritario e poi “sposiamo” la logica della personalizzazione, del leaderismo? Sono riflessioni che chiunque di Rifondazione credo abbia fatto. Ma purtroppo non c’è stata una sede dove discuterne. Né in direzione, né nel comitato politico. Ora, fra un po’, si riunisce il comitato politico, ma a giochi fatti. A decisione presa. E davvero non credo che questo metodo sia quello giusto».

Non salvi proprio nulla dello “strumento primarie”?

No, sono convintissimo che siano sbagliate. Altro che partecipazione, come sento dire da più parti, sono l’esasperazione del personalismo. Di più: l’errore è stato puntare su questa consultazione, anziché nell’aprire una vera e propria offensiva programmatica nei confronti delle altre forze politiche.

Ma sei davvero convinto che il programma si “scriva” seduti attorno ad un tavolo con i rappresentanti delle altre forze politiche?

Una domanda che davvero non riesco a capire. Una domanda che per altro riflette pari pari una critica che qualche volta mi sono sentito rivolgere. Ma chi l’ha mai detto che io pensi ad un confronto programmatico inteso solo come un braccio di ferro fra partiti. Non lo penso affatto. Al contrario sono convinto che sia necessaria un’ampia mobilitazione nel paese sui temi sociali. Una mobilitazione che serva anche a dare più forza poi alla discussione con i partiti. Per capire: perché non si prova a ricostruire l’arco delle forze – politiche e sociali – che si sono battute nel referendum per l’articolo 18? Subito, adesso, per sconfiggere il disegno che c’è dietro la finanziaria di Berlusconi. In un rapporto diretto coi movimenti sociali.

Ma dì la verità: come credi che il partito stia vivendo questa campagna per le primarie?

Beh… non ti nego che ci sia molto disorientamento. Incomprensione. Insisto: soprattutto per lo strumento.

Eppure, pagherai un euro e voterai Bertinotti la terza domenica di ottobre. Non è così?

Sì.

Perchè?

Perché sono convinto che sia meglio perdere un’occasione, che perderne due. E allora mi sento impegnato, come tutto il partito, a lavorare perché il nostro segretario abbia più voti possibile. Comunque la si pensi, il voto alle primarie potrebbe diventare l’occasione, il pretesto per provare a spostare a sinistra l’asse della coalizione. Anche se non lo credo.

Perché non lo credi?

Perché queste primarie presentano anche un altro paradosso. Che già si sa chi sarà il vincitore: Romano Prodi. E gli altri candidati partecipano solo per portare a casa un risultato significativo. L’esito si conosce, insomma. E solo dopo comincerà la gestazione del programma. Ma anche qui: una volta fatto l’errore, non possiamo limitarci a denunciarlo. Dobbiamo fare in modo che comunque, le richieste della sinistra pesino nella discussione fra le fila dell’Unione.

s. b.