Grassi: “No ad una ‘guerra preventiva’ contro l’Iran”

“La conferma del deferimento dell’Iran al Consiglio di Sicurezza dell’ONU e le voci insistenti di intervento armato preventivo da parte degli Stati Uniti aprono una crisi internazionale del tutto simile a quella che nel 2003 ha portato all’aggressione militare contro l’Iraq. Un copione, come ha scritto Vittorio Zucconi su “La Repubblica” di oggi, già visto.

Di fronte alla rigidità di Stati Uniti, Troika europea ed Israele sono stati inutili tutti i tentativi di mediazione, da quello russo, sostenuto anche dalla Cina, a quello dello stesso Presidente dell’AIEA, El Baradei. Evidentemente, gli Stati Uniti hanno la chiara intenzione di far precipitare la crisi come parte della strategia di totale destabilizzazione e penetrazione imperialista in Medio Oriente.

In questo contesto assai difficile e delicato alcuni paesi UE (Francia e Germania in particolare), che nella primavera 2003 si erano schierati con decisione contro l’aggressione all’Iraq, vestono oggi i panni degli incendiari piuttosto che quelli dei pompieri, anche contro gli “interessi politici” immediati e futuri della stessa Unione. Tanto costa l’abbraccio mortale di Washington, tanto grandi e profonde sono le contraddizioni che attraversano l’Europa.

Tutta l’attenzione di queste settimane è rivolta verso l’Iran, mentre la sola potenza nucleare ed aggressiva del Medio Oriente continua a rimanere Israele e mentre Bush non ha avuto nulla da ridire sul fatto che India e Pakistan possano dotarsi di armi nucleari. La prospettiva di una nuova guerra in Medio Oriente segnerebbe un ulteriore, drammatico arretramento per tutti coloro che ambiscono ad un mondo multipolare, contrastano la strategia della “guerra preventiva” di Bush e lottano contro la strisciante guerra di civiltà.

Contro tale ipotesi occorre, di conseguenza, mobilitarsi con forza da subito.

Una ragione in più per partecipare numerosi alla manifestazione del 18 marzo a Roma.

9 marzo 2006