Gran Bretagna, la Total licenzia 900 operai per rappresaglia

La Total, gigante francese del petrolio, ha licenziato 900 lavoratori in Gran Bretagna che stavano costruendo un nuovo impianto alla raffineria Lindsey

Raffineria dove qualche mese fa gli operai inglesi scioperarono perché l’appalto era stato assegnato a una ditta italiana che impiegava solo personale italiano e portoghese.

Il motivo del licenziamento è una rappresaglia per lo sciopero selvaggio cominciato l’11 giugno, al quale hanno aderito 1200 lavoratori. Scioperavano perché una ditta in subappalto della Total che si era fatta garante attraverso un accordo “di non soppressione dei posti di lavoro”, aveva licenziato 51 persone nonostante un’altra azienda che lavorava al sito stava assumendo personale.

La direzione della Total ha negato di aver mai sottoscritto l’accordo e di aver chiuso i contratti con i 51 addetti perché l’appalto era concluso. Un rappresentante del sindacato Unit ha dichiarato: «siamo molto preoccupati per la situazione e chiediamo alle parti di tornare al tavolo dei negoziati».
Ma l’azienda francese sostiene di non voler tornare a trattare finché continua lo sciopero selvaggio.

La Total era stata al centro del palcoscenico mediatico francese pochi mesi fa per aver chiesto 500 teste di lavoratori nonostante nel 2008 avesse incassato 18 miliardi di euro in più di profitti rispetto all’anno precedente. Total è il quarto gruppo petrolifero al mondo, presente in più di 130 Paesi, con 500 diversi “mestieri”, 10.000 assunzioni l’anno fino al 2008, e circa 95.000 collaboratori. I sindacati francesi avevano risposto oltre che con manifestazioni e scioperi, anche con una campagna di protesta contro i ricchi stipendi dei manager che non tengono conto della fase pessima dell’economia. In Italia è anche peggio visto che certi trattamenti non corrispondono nemmeno ai risultati aziendali, Alitalia per tutti.