Gli USA: no all’estradizione di Posada Carriles per “rischio di tortura”…!

Un’infamante sentenza giudiziaria: Posada sotto la protezione dell’impero

WASHINGTON. – Il giudice d’immigrazione William Abbott ha sentenziato
martedì che il terrorista Luis Posada Carriles non dev’essere estradato nè in Venezuela nè a Cuba.

Secondo i media di Miami, Abbott ha informato per scritto che Posada,
accusato di aver pianificato l’attentato che causò l’esplosione di un aereo
nel 1976, provocando la morte di 73 persone, potrebbe venire torturato in quei paesi e quindi, in base alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la Tortura, non dev’essere estradato.

Con questa sentenza infamante, la giustizia degli Stati Uniti ha dimostrato la doppia morale che guida la sua politica, negando l’estradizione del terrorista Posada Carriles in Venezuela.

Abbott ha deciso che il criminale deve rimanere negli USA sotto la custodia dell’Ufficio d’Immigrazione e delle Dogane (ICE).

La decisione del giudice non scarta l’ipotesi di inviare il reo in un altro
paese, cosa che permetterebbe a Washington di sbarazzarsi di un ospite
indesiderato nel momento in cui la Casa Bianca si dichiara in guerra contro il terrorismo.

“Questa è la cronaca di una decisione annunciata dal giorno in cui Luis
Posada ha deciso di entrare negli USA”, ha dichiarato José Pertierra,
giurista specializzato in questioni migratorie. “E’ iniziata quando agenti
del FBI lo hanno scortato da Panama all’Honduras ed è continuata quando è stato a Miami per settimane senza venire arrestato. E’ continuata con il trattamento preferenziale riservatogli dal Dipartimento per la Sicurezza della Patria, che lo ha trasportato su di un’automobilina da campo di golf, fino ad arrivare alla sentenza di oggi”.

L’esperto ha chiarito che quella di Abbott non è una decisione che invalida la richiesta d’estradizione del terrorista formulata dal Governo del Venezuela, perchè la pratica d’immigrazione è parallela e indipendente da quella d’estradizione. “Non solo: il processo d’estradizione ha la priorità su quello d’immigrazione”, ha assicurato.

Il giudice ha concesso all’Amministrazione USA 90 giorni per trovare un
altro paese che riceva il terrorista, mentre il Pubblico Ministero ha un
mese di tempo per presentare appello contro la sentenza. “Fino alla scadenza dei 30 giorni, la sentenza di Abbott non ha un carattere definitivo, a meno che il Pubblico Ministero decida di non ricorrere in appello e lo dichiari, cosa della quale dubito molto”, ha commentato.

“Ci sono due pericoli in questo momento”, ha aggiunto Pertierra. “Uno è che il Governo degli Stati Uniti lo invii in un paese terzo entro i prossimi 90 giorni, in modo da eludere la sua estradizione in Venezuela; l’altra è che gli USA dichiarino di non volerlo estradare in nessun paese e gli concedano la libertà su parola, come fecero con il complice di Posada, Orlando Bosch.