Gli Usa, l’America latina. Il petrolio. parla la bestia nera di Washington

Colloquio con Hugo Chavez

Il presidente venezuelano Hugo Chavez è una bestia nera dell’amministrazione Bush, un populista stile Fidel Castro, fermamente intenzionato a portare l’America Latina a sinistra. È inoltre a capo di un paese chiave tra i produttori di petrolio, il che gli conferisce un’insolita influenza. In questa intervista rilasciata a New York, dichiara tutta la sua avversione nei confronti del presidente George W. Bush, e spiega che dopo il viaggio negli Usa ha in programma di recarsi presto all’Havana.

Presidente Chavez, l’opposizione in Venezuela denuncia di non avere spazio, di essere soffocata.

«Non dimentichi che questa stessa opposizione ha governato il Venezuela tra il 1958 e il 1998. Se hanno l’impressione di non avere spazio è perché hanno cotto nel loro brodo. Tra il 1958 e il 1998 il Venezuela è andato in pezzi. Abbiamo chiuso il Ventesimo secolo con una povertà mai vista prima. Quindi se gli manca spazio, la colpa è solo loro».

Lei ha affermato che gli Stati Uniti sono il paese più malvagio del mondo e ha definito l’America uno Stato terrorista. Ha intenzione di continuare ad avere rapporti con gli Stati Uniti?

«Ovviamente, i rapporti li abbiamo e intendiamo migliorarli»

Perché ha definito gli Usa uno Stato terrorista?

« Un conto è il paese. Con il popolo americano abbiamo ottimi rapporti. Come nel Bronx, per esempio (dove Chavez si è recato in visita, ndr). Abbiamo rapporti economici. Possediamo una raffineria, la Citgo, che raffina 800 mila barili di petrolio al giorno… Possediamo 14 mila stazioni di rifornimento in questo paese. Abbiamo mandato qui giocatori di basket della massima divisione. Ma i media cercano di dipingermi agli occhi degli americani come un nemico. Ho detto che questa amministrazione americana, l’attuale governo, è un’amministrazione terrorista. Non abbiamo detto che tutti i governi degli Stati Uniti sono terroristi».

Che cos’ha che non va il presidente George W. Bush?

«Questa amministrazione ha invaso l’Iraq. A giudizio di papa Giovanni Paolo Il si tratta di una guerra illegale, immorale, di una guerra terrorista… In Venezuela hanno appoggiato un colpo di Stato (nel 2002, ndr) preparato dalla Cia. Recentemente il reverendo Pat Robertson ha invocato il mio assassinio. Questo è un atto terroristico in base alla legge internazionale. A Miami, ogni giorno, nelle trasmissioni televisive si chiede la mia pelle. Questo è terrorismo».

A quanto si dice, uno dei suoi migliori amici a Cuba è Fidel Castro. È vero?

«Sì, è un carissimo amico».

Per cosa lo ammira?

«Per il suo valore, il suo coraggio, il modo in cui ha guidato la rivoluzione per quarant’anni a dispetto di un blocco e di un embargo. Fidel è vicinissimo agli ottanta, ma è pieno di vitalità. È completamente dedito a risolvere i problemi del popolo: sanità, istruzione e lavoro.”

Chi vorrebbe vedere alla presidenza degli Stati Uniti d’America?

“Potrei trattare con il presidente Bush. Mi piacerebbe trasformare questo scontro, questa retorica aggressiva in un dibattito maturo, serio, su problemi comuni. Con il presidente Clinton riuscivamo ad intavolare un discorso. Ma con questa amministrazione è impossibile parlare, perché ogni volta vogliono importi le loro ragioni… Ora, prima dell’uragano, sapevano che Katrina stava arrivando, ma il governo americano non ha provveduto all’evacuazione. A Cuba, quando sanno che un uragano è in arrivo, tutti vengono evacuati: cittadini, galli e galline».

Si dice che il Venezuela acquisti Mig dalla Russia, nonché fucili. A che scopo?

“Chi le ha detto che ho intenzione di acquistare Mig? Comprerò fucili, quelli sì. I nostri sono vecchissimi. Il Venezuela non possiede pezzi di ricambio né officine per la manutenzione dell’equipag¬giamento militare. Siamo minacciati dall’impero» .

L’impero sono gli Stati Uniti?

«Il governo degli Stati Uniti, è questo l’Impero. Abbiamo prove dell’esistenza di piani americani per l’invasione del Venezuela. Esiste un piano chiamato Balboa». I nostri servizi di intelligence lo hanno scoperto, contiene ogni dettaglio, e l’obiettivo è il Venezuela. Spero che non accada mai perché voi americani ve ne pentireste. Un’evenienza del genere scatenerebbe il caos in tutto l’emisfero. Il prezzo del petrolio andrebbe alle stelle, roba tipo 100 dollari barile».

Gli esperti a Washington dicono che lei sta incoraggiando gruppi estremisti in tutta l’America Latina, che sta aiutando la Farc in Colombia; Daniel Ortega in Nicaragua; Shafik Handal e l’ Fmln a EI Salvador, ed Evo Morales e il Mas in Bolivia. È vero?

“Shafik è un grande amico. Siamo fianco a fianco nello stesso sforzo rivoluzionario, ovviamente. Daniel Ortega è un caro amico anche lui e credo che si candiderà alle prossime elezioni. Evo Morales è certamente un amico, un altro grande uomo e leader indio. Volete forse che appoggi gli estremisti di destra? Sono un rivoluzionario. L’America Latina oggi sta andando a sinistra e non a destra».

@ “Newsweek” – “L’espresso. traduzione di Emilio Benghi”