Gli Stati Uniti ribadiscono il loro appoggio ad Israele di fronte alla Comunità Internazionale

Traduzione a cura de l’Ernesto Online

Traduzione di l’Ernesto online

Un commento di parte venezuelana ai risultati del recente incontro tra Obama e Netanyahu

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama ha assicurato il 6 luglio, dopo una riunione con il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, che le relazioni con Israele sono “indistruttibili”, nonostante l’attacco militare compiuto da questo paese contro la flottiglia umanitaria lo scorso mese di maggio, durante il quale sono morti nove attivisti turchi, un’azione che è stata riprovata dalla comunità internazionale.

L’incontro tra Obama e Netanyahu ha avuto come obiettivo quello di avvicinare le posizioni dopo una fase di confronto nei rapporti bilaterali tra le due nazioni.

La riunione era stata rinviata il 1 giugno dopo l’assalto alla Flottiglia della Libertà che ha causato vari morti tra gli attivisti che si trovavano a bordo.

Nella riunione Obama ha assicurato che si sono registrati “autentici progressi” nella situazione che si sta vivendo nella Striscia di Gaza, ed ha manifestato il suo ottimismo per le attuali trattative indirette di pace tra il Governo di Israele e la Palestina.

Il presidente statunitense ha dichiarato che Netanyahu è “serio” quando dice “di volere” il dialogo con le autorità palestinesi.

I palestinesi avevano sospeso il dialogo diretto con gli israeliani a causa dell’offensiva di 22 giorni nella Striscia di Gaza alla fine del 2008, l’operazione Piombo Fuso, in cui morirono circa 1.400 palestinesi, in maggioranza civili.

Il dialogo è ricominciato lo scorso 9 maggio sotto forma di negoziato, con l’intermediazione dell’emissario statunitense per il Medio Oriente George Mitchell.

Obama ha dichiarato che il primo ministro di Israele “assumerà rischi per la pace”. Allo stesso tempo, si è felicitato con lui per la presunta “flessibilità” del blocco di Gaza, in cui “sta permettendo” l’ingresso nella regione di “tutti i prodotti” ad eccezione di quelli militari e della Flottiglia della Libertà.

Il presidente degli Stati Uniti ha anche assicurato che il suo governo non chiederà “mai” ad Israele “nulla che possa pregiudicare la sua sicurezza”, poiché i legami tra i due paesi sono “indistruttibili”.

Da parte sua, il primo ministro israeliano ha detto di sentirsi “impegnato” nei confronti della pace, dopo aver affermato che il raffreddamento nelle relazioni bilaterali tra USA e Israele è stato solo “il frutto di un equivoco”.

Un altro dei temi affrontati da Obama e Netanyahu è stato il programma nucleare iraniano. Il presidente statunitense ha assicurato che Washington manterrà la sua pressione sull’Iran, imponendo sanzioni “più dure” contro questo paese perché arricchisce l’uranio a fini pacifici.

In un contesto, in cui gli USA pretendono di continuare a promuovere sanzioni contro la Repubblica Islamica, Israele, il loro alleato commerciale e militare, continua nella sua politica ambigua in merito al proprio arsenale nucleare.