Gli Stati Uniti dichiarano che nel sottosuolo afgano hanno scoperto…propaganda bellica

Lungi dal sostenere che il sottosuolo afgano sia privo di ricchezze, anzi… già i sovietici avevano ampliamente documentato e stimato le eccezionali ricchezze, forse al ribasso rispetto l’entusiasmante cifra sparata dal New York Times… ma ciò che colpisce è la natura e l’utilizzo a fini di mera propaganda bellica dell’informativa, in genere queste sono informazioni che non si ammettono nemmeno sotto tortura, invece eccole divenire strumento di mobilitazione reazionaria; evidentemente con lo scemare della spinta propulsiva dell’11 settembre occorreva in questi tempi di crisi nera agitare i sogni di tesori non più nascosti che in prospettiva ridaranno vigore alla decadente economia imperiale. Ora il popolo statunitense ha un tesoro da sognare, un’ottimo motivo per cambiare opinione sull’inutilità del conflitto.

Nella conferenza stampa ufficiale che ha tenuto il Comandante di Centcom, il gen. D. Petraus e il neo sottosegretario alla Difesa Paul Brinkley (vicesegretario aggiunto alla difesa sino alla settimana scorsa), più che dati incontrovertibili sono state presentate pompose frasi ad effetto quali “l’Arabia Saudita del Litio”, “potenziale immenso che trasformerà il volto del paese”… lo stesso Karzai gli ha fatto eco sostenendo che è la migliore notizia giunta in questi ultimi anni, dimenticando che il suo governo aveva già stimato le proprie risorse energetiche per quel valore (1 bilione Usd) nel gennaio scorso, ma si sa, non sempre si ha l’interesse di guardare il bicchiere mezzo pieno, soprattutto quando non si hanno gli strumenti necessari per berlo, nello specifico tecnologici.

Per entrare nel merito della “bufala”, occorre segnalare che il bilione di dollari è relativo alla stima della quantità di minerale presunto a cui è stato attribuito il prezzo di mercato, come se i costi di estrazione fossero inesistenti, e come se tutto il minerale rinvenuto fosse estraibile, ovvero nella condizione in cui i ricavi giustificano i costi estrattivi, cosa che spesso non accade. In Russia ad esempio ci sono giacimenti petroliferi ad alto costo d’estrazione che sono entrati in funzione solo quando il prezzo a barile ha raggiunto i 50 dollari…

Inoltre al momento non ci sono compagnie minerarie occidentali nel paese, in Afghanistan le uniche miniere operative con capitale e tecnologia internazionale sono quelle in mano a compagnie cinesi, più competitive, perché interessate al prodotto minerale per la sua trasformazione nel mercato interno, non per la sua speculazione sui mercati internazionali.

A tutto questo va aggiunto che le compagnie occidentali hanno un campo d’azione assai limitato e destinato a ridursi in virtù della costante perdita da parte di Usa e Nato del controllo del territorio per opera della resistenza sia essa talebana o tribale.

Per cui di cosa stavano parlando i gerarchi statunitensi in conferenza stampa? Stavano vendendo fumo, oppio in tempo di crisi (di quello si che c’è n’è molto), hanno propinato al popolo statunitense un motivo che giustificasse il crescendo di perdite umane e degli insuccessi militari che si susseguono in queste campagne e operazioni devastanti per la popolazione ma rigeneratrici per la guerriglia che raccoglie combattenti a centinaia laddove passano gli scarponi alleati.

A Bruxelles, il Segretario alla Difesa Usa Robert Gates ha messo in guardia la settimana scorsa che il tempo per convincere l’opinione pubblica sull’efficacia della strategia contro i talebani stava per scadere.. Mc Chrystal e Petraus hanno risposto a modo loro, toccando al cuore il portafoglio del ceto medio che si sta sempre più indebitando e proletarizzando.

Questo però è un segnale importante per noi comunisti. E’ importante comprendere le difficoltà dell’imperialismo e le crepe che si stanno formando nelle sue alleanze, è in quelle crepe che noi dobbiamo infilare lo scalpello e battere con il martello.