Gli Stati Uniti aprono la strada all’uso delle armi nucleari

Traduzione a cura della redazione di l’Ernesto online

Il governo degli USA ha annunciato che il paese ricorrerà alle armi nucleari, come ha fatto nel 1945 contro Hiroshima e Nagasaki, rivelando la sua nuova strategia a riguardo.

Nel tentativo di adattare all’attuale situazione questa minaccia, l’amministrazione Obama avverte che userà armi atomiche “in circostanze speciali”, ma lascia aperta la strada all’impiego dell’armamento quando siano in gioco i suoi interessi vitali e quelli dei suoi alleati.

Il rapporto sulla “nuova” dottrina nucleare segnala che il maggiore e più immediato pericolo contro la Casa Bianca è il “terrorismo nucleare”, menzionando lo spauracchio della “rete di Al Qaeda”, che si è cominciato ad agitare dopo gli attacchi dell’11 settembre 2001.

Sebbene siano state annunciate restrizioni all’uso dell’armamento atomico e la rinuncia allo sviluppo di nuove armi nucleari, oltre alla riduzione delle proprie riserve in questo settore, la dottrina nucleare americana non promette affatto che non saranno mai usate tali armi.

Obama intende distanziarsi da Bush

Secondo quanto è stato anticipato da Robert Gibbs, portavoce della Casa Bianca, l’annuncio della “nuova” dottrina nucleare statunitense è il primo dal 2002, e riguarda la strategia che Obama afferma di voler utilizzare per segnare una presunta differenza tra la sua amministrazione e quella di George W. Bush.

La dottrina è stata resa pubblica a due giorni dal nuovo trattato di riduzione delle armi nucleari tra Russia e Stati Uniti, che i presidenti Barack Obama e Dmitry Medvedev hanno firmato a Praga, sostituendo il trattato precedente, lo START 1 del 1991, che è scaduto nel dicembre dell’anno scorso.

Iran e Corea del Nord sono “attaccabili”

Obama descrive questa nuova politica come “parte di uno sforzo più ampio per ottenere un mondo più libero dalle armi nucleari”. Ma allo stesso tempo, non arretra di un millimetro dalla sua posizione bellicista, promettendo che utilizzerà bombe nucleari contro l’Iran e la Repubblica Democratica Popolare della Corea, se sarà necessario.

“La dottrina nucleare degli Stati Uniti, in realtà, non esclude la possibilità di assestare un colpo atomico contro l’Iran e la Corea del Nord”, ha dichiarato il capo del Pentagono, Robert Gates, presentando il documento.

“La dottrina nucleare contiene un serio avvertimento, indirizzato a Iran e Corea del Nord (…) Stiamo facendo un’eccezione con paesi come Iran e Corea del Nord che non accettano i principi del Trattato di Non Proliferazione Nucleare. Per questo ammettiamo tutte le varianti quando si tratta di paesi di tale categoria, la stessa cosa che accadrà ad entità che, pur non essendo Stati, siano comunque in grado di avere accesso alle armi nucleari”, ha affermato.

La solennità e la circostanza dell’annuncio non sono bastate a oscurare le informazioni in merito al fatto che gli investimenti nella modernizzazione degli armamenti saranno ancora maggiori di quelli che sono stanziati attualmente. Secondo un funzionario del Pentagono, ciò favorirà una “riduzione delle armi nucleari”, in cambio di armi altrettanto potenti e crudeli.

La presentazione della nuova strategia nucleare militare è avvenuta una settimana prima della realizzazione, a Washington, del vertice internazionale sul tema, con più di 40 paesi invitati.