Gli antirazzisti: «Nessuna “Misericordia” per i Cpt»

«Nessuna “Misericordia per i Cpt”». Lo striscione fa da apripista a un piccolo ma determinato corteo. E’ accaduto ieri ad Andria, in provincia di Bari.
La manifestazione convocata in poche ore si è diretta verso la sede provinciale della “Misericordia”, l’ente che ha preso in gestione il nuovo Cpt di Bari, inaugurato l’altro ieri come atto forte della campagna elettorale del ministro Pisanu. All’ingresso della sede dell’associazione religiosa che a livello nazionale è retta dal fratello gemello del ministro Carlo Giovanardi, stazionavano già gli agenti della polizia.

E’ bastato un nulla perché alcuni antirazzisti riuscissero a scavalcare le reti di recinzione e ad entrare nell’atrio della struttura. Mentre gli agenti tentavano di riprenderli, l’intero gruppo occupava l’atrio. «Un’occupazione pacifica ma determinata – racconta Michele De Palma, coordinatore nazionale dei Giovani comunisti e pugliese anche lui – per far conoscere anche agli operatori le ragioni della nostra radicale opposizione all’apertura del Centro. La malapianta della disoccupazione non giustifica l’accettare il lavoro in un Cpt».

Ma i manifestanti hanno chiesto anche altro, volevano vedere la convenzione stipulata dal Ministero con l’ente gestore, sapere quanto sarebbe costato ogni internato e conoscere anche le norme contrattuali dei 54 operatori assunti. Il direttore della Misericordia di Bari ha accettato di incontrarli, ma per un’ora ha ribadito il ruolo “umanitario” della sua organizzazione, il carattere caritatevole del suo operato. A nulla è valso fargli notare la distanza fra i principi di fede a cui avrebbe dovuto ispirarsi e il ruolo da secondini che i suoi operatori andranno a ricoprire.

Un dialogo fra sordi che ha rischiato di tramutarsi in farsa: il direttore ha dichiarato di non possedere né il testo della convenzione ne tantomeno i contratti. Di queste carte non c’è traccia, il Prefetto non le ha tirate fuori neanche durante la visita di due giorni fa dell’onorevole Alba Sasso, tanto da istillare il dubbio che il contratto non sia stato ancora ultimato e che il Centro abbia aperto anche senza la formalizzazione amministrativa obbligatoria per ordine del ministro.

Ieri l’ennesimo atto di disprezzo delle istituzioni locali: il sindaco di Bari, Michele Emiliano, dopo aver incontrato una delegazione degli antirazzisti, ha personalmente fatto richiesta degli atti alla Prefettura. La risposta è stata laconica: da Roma dicono che la convenzione resta “top secret”.

Un altro elemento è emerso ieri: gli operatori assunti dalla Misericordia sono stati assicurati con una polizza per tutto il 2006. Peccato che, per risparmiare, siano stati assicurati come operatori su videoterminale, un’incombenza radicalmente diversa da quella che saranno chiamati a coprire.

Anche per questo il sindaco ha deciso di proseguire una battaglia che è di appoggio a chi non vuole i Cpt ma è soprattutto una richiesta di trasparenza. Cercherà di far entrare i funzionari della Asl – nel nuovo Centro infatti piove dentro e ci sono già crepe sui muri – e intende far interessare della questione l’Ispettorato Inps per quanto riguarda i lavoratori. Ma persino a lui, ieri sera, è stato negato l’ingresso al Centro.

Alle 19 i manifestanti hanno lasciato la sede della Misericordia. Oggi si decideranno altre mobilitazioni. Resta la richiesta al Prefetto di non fare da supporter alle elezioni di Pisanu.