Gli amici delle multinazionali occidentali in Ruanda e in Congo

Traduzione a cura de l’Ernesto Online

Il blog « Atlas alternatif », diretto da Frédéric Delorca si propone dal 2006 di offrire un contributo collettivo (42 collaboratori) al servizio della critica del dominio dei grandi gruppi industriali, finanziari, mediatici e degli Stati occidentali nel mondo e a sostegno dell’iniziativa, sul piano internazionale, delle forze progressiste antimperialiste

La “democratura” ruandese di Paul Kagame si starebbe indebolendo? A pochi mesi dalle elezioni presidenziali previste per il 9 agosto 2010, recenti avvenimenti lasciano supporre un indebolimento del regime nazionalista tutsi di Paul Kagame

In primo luogo, l’accanimento poliziesco contro il presidente delle Forze Democratiche Unificate “FDU-Inkingi”, Victoire Ingabire Umuhoza, un giovane hutu arrivato alla politica molto tempo dopo il genocidio ma che il potere ruandese pretende di associare alle forze armate hutu Forze Democratiche di Liberazione del Ruanda “FDLR”, con base in Congo. Egli è stato ripetutamente interrogato dopo il suo ritorno dall’esilio, e presentato come un “hooligan” dal presidente Kagame, che non cessa neppure di chiedere l’estradizione dei responsabili dell’opposizione in esilio. Il potere del presidente Kagame è del resto a volte appoggiato dall’ONU nei suoi attacchi contro il FDU e un recente rapporto di esperti ha rimproverato a Ingabire di aver partecipato ad un tavolo di dialogo nazionale, a cui sedevano rappresentanti del FDLR. Anche i tutsi francofoni manifestano inquietudine.

Il secondo elemento è il rimpiazzo del generale James Kabarebe nel ruolo di capo di Stato Maggiore, il che potrebbe significare una manifestazione di sfiducia nei confronti dell’esercito, ma questa notizia viene riportata unicamente da un blog.

I tribunali ruandesi, negli ultimi tempi, tardano a giudicare l’ex capo storico della ribellione congolese, Laurent Nkunda, arrestato in Ruanda nel gennaio 2009 e accusato di avere commesso numerosi crimini di guerra in Congo, e sempre detenuto a Kigali.

Per quanto concerne il Congo, su Dissident voice, il giornalista Keith Harmon Snow accusa le forze dell’ONU di avere sostenuto le forze governative congolesi contro la nuove guerriglia dei Patrioti Resistenti del Dongo nella provincia Equateur e mette in discussione la propaganda occidentale delle Agenzie France Presse e Reuters che nascondono i veri giochi di guerra nel Congo orientale. Egli ricorda anche che l’ultima grande operazione umanitaria, Iniziative Congo, condotta dall’attore Ben Affleck è finanziata da Howard Buffet, la cui holding Berkshire Hathaway  possiede il 18,5% delle azioni del Washington Post (naturalmente sull’argomento non si può contare sull’indipendenza dei grandi media statunitensi) e che nel settembre 2008 Bill Gates, Howard Buffet, Paul Kagame et Yoweri Museveni hanno lanciato insieme la partnership Purchase for Progress con il Programma alimentare delle Nazioni Unite. Il giornalista rivela pure che la NATO, il comando africano delle truppe americane (Africom), le compagnie di sicurezza private Dyncorp and PAE (Pacific Architect & Engineers) hanno inquadrato soldati ugandesi e ruandesi coinvolgendoli nelle operazioni di repressione dell’insurrezione a Kisangani, e impegnandoli anche nel Sudan, in Iraq e in Afghanistan come riserva dell’esercito americano.

La nuova insurrezione di Dongo potrebbe in ogni caso infliggere seri rovesci alle truppe occidentali, sulle quali le agenzie di stampa occidentali rimangono perlomeno discrete.