Gli americani non se ne vanno dalla Maddalena

Gli americani non se ne vanno dalla Maddalena. Mantengono le posizioni per l’aggressione all’Iran?
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‘Motivi finanziari e logistici impediscono di lasciare entro
l’anno’, così il comandante della NSA alla Maddalena G. M. Billy risponde alla lettera di sollecitazioni fattagli pervenire dal sindaco Angelo Comiti.

Un’altra nota evidenzia invece la differenza di fondo tra le dichiarazioni unilaterali del Ministro Martino, il quale alcuni mesi fa aveva lanciato questa notizia “bomba” del ritiro USA dall’isola sarda e le reali intenzioni dei comandi U.S.A.

Il comandante Billy precisa infatti che: “La data di chiusura della
base di Santo Stefano non rientra nelle responsabilità della Marina
Americana, essendo questa struttura di proprietà demaniale in uso della
Marina Italiana, questa ultima è responsabile di qualsiasi decisione
relativa al suo futuro”.

Sarà il ministero della Difesa a decidere il futuro dell’installazione ìmilitare e il processo di dismissione, una volta definito, “verrà coordinato” con gli italiani.

Intanto non ci risulta che i lavori di ampliamento della base navale
italiana si siano fermati.

Non sappiamo né probabilmente sapremo mai le ragioni specifiche di
questa discrepanza tra il padrone d’oltreoceano ed un suo così servile
alleato, ma una cosa è certa: in questi mesi abbiamo assistito alla
riedizione del meccanismo propagandistico che prepara un nuovo
intervento militare contro l’Iran.

L’unica macroscopica differenza con il clichè gia visto per Jugoslavia
e Iraq è che per lo scenario iraniano si parla apertamente ed
insistentemente di uso di armi atomiche.

Ne parlano gli Usa, ne parla un paese di quella ‘vecchia Europa’
apparentemente arruolato oggi per uno scenario ancora più devastante:
la Francia di Jaques Chirac.

In questa prospettiva allucinante le 90 bombe nucleari dislocate a
Ghedi e ad Aviano, i sommergibili nucleari attraccati alla Maddalena
potrebbero essere utilizzati in questa nuova aggressione, che si
prospetta come una nuova ecatombe nucleare.

Ci auspichiamo non sia questa la ragione del rinvio della partenza USA
dalla Sardegna.

Nei fatti il segnale è oltremodo preoccupante.

Il nostro paese continua ad essere un trampolino di lancio d’ogni
aggressione nell’area mediterranea, in un’escalation impressionante,
contro la quale il movimento contro la guerra, i comitati e le
strutture di lotta contro le basi USA – NATO debbono rilanciare la propria mobilitazione.

Rilanciamo la mobilitazione contro le basi. Battiamoci subito contro
l’aggressione contro l’Iran, senza attendere la ‘benedizione’ dell’ONU
o la decisione unilaterale degli ‘alleati’ .

Il Comitato nazionale per il ritiro dei militari italiani dall’Iraq.