GLAZJEV: “COME PRIMA, SIAMO ALL’OPPOSIZIONE DI QUESTO GOVERNO”

D. Quali sono le ragioni della Sua vittoria elettorale?

R. Sono evidenti. Abbiamo condotto un dialogo franco e onesto con gli elettori e abbiamo proposto non solo un programma, ma un patto con gli elettori. Essi hanno compreso la serietà delle nostre intenzioni e hanno capito che la nostra posizione risponde ai loro interessi. Ora abbiamo degli obblighi politici, sottoscritti dalla mia firma, e quando mi chiedono, che cosa faremo alla Duma, la risposta è scontata. Adempiremo agli impegni presi con gli elettori. Nel patto sottoscritto sono indicati gli obiettivi e i compiti della nostra attività.

D. Perché l’ “Unione delle forze di destra” non è entrata alla Duma di Stato? Non rappresenterà un danno l’assenza dei liberali di destra?

R. Non sono entrati, perché non sono sembrati di destra. Chi si è dichiarato di destra, in realtà non lo è. L’ “Unione delle forze di destra” non è portatrice di un’ideologia di destra. L’ideologia di destra nell’accezione russa è la fede nelle tradizioni, il radicamento nei valori della religione ortodossa, la concezione del sistema di diritto russo, in grado di garantire rettitudine e giustizia; a dire il vero, i rappresentanti più autentici della destra sono i monarchici. L’ “Unione delle forze di destra” non ha alcun rapporto con questa tradizione politica. Sono dei millantatori, che si attribuiscono concezioni a loro estranee.

Essi millantano anche le concezioni del liberalismo. Ma cosa hanno a che spartire i liberali con le persone, che si sono divise la proprietà, che hanno creato un sistema che ha confiscato ai cittadini i loro beni, i loro risparmi? Non hanno alcun rispetto degli interessi dei lavoratori. I rappresentanti dell’ “Unione delle forze di destra”, soffocando la concorrenza, sono fuori dal campo dell’economia liberale. Hanno ricevuto enormi profitti, maggiorando i prezzi. Oggi nel paese, le tariffe per i beni necessari alla semplice esistenza sono aumentate di alcune volte. In realtà hanno favorito un regime di monopolio nell’economia. Noi aspiriamo a varare leggi, indirizzate ad un’onesta concorrenza, al regolamento dei prezzi e a una loro politica. Possiamo affermare che, nella pratica, l’ “Unione delle forze di destra” ha difeso gli interessi dei grandi monopoli.

Non arrivo a dire che non bisogna definirli democratici. E’ certo che essi sono stati gli ideologi del bombardamento del Soviet Supremo nel 1993, che hanno spinto Eltsin a commettere questo crimine. Non sono né democratici, né liberali, né di destra, ma semplicemente dei millantatori.

D. E a proposito di “Mela”?

R. Mi dispiace molto che “Mela” non sia approdata alla Duma. Questo partito ha una propria tradizione politica. Qualunque cosa si possa pensare di “Mela”, si deve però riconoscere che essa si caratterizza per l’approccio responsabile ai propri impegni. Con “Mela” sarebbe stato più facile lavorare, perché, come del resto il PCFR, assolve sempre ai propri impegni. “Mela” ha sempre rispettato i suoi impegni e dispone di un programma, per molti aspetti, rispondente alle aspettative della società. Anche noi cercheremo di realizzare alcuni elementi di questo programma, dal momento che conto sul fatto che i quattro esponenti di “Mela”, eletti nei collegi uninominali, si aggreghino al nostro gruppo parlamentare.

D. Quali sono i Suoi progetti per la campagna presidenziale?

R. Ho già chiaramente affermato che non ho alcun progetto. Il blocco “Rodina” è arrivato alla Duma, per rivendicare le leggi che abbiamo proposto, e per mantenere i propri impegni.

D. Quali compiti si pone “Rodina”?

R. La richiesta principale del nostro programma è la realizzazione della giustizia sociale e la creazione delle condizioni per la crescita economica. E, prima di tutto, un’equa distribuzione del reddito nazionale. Nell’attuale situazione economica occorre garantire un salario due volte più alto e il doppio delle entrate di bilancio. La quota del lavoro nelle entrate nazionali è oggi due volte più grande della quota del salario nell’utilizzo del reddito nazionale. Inoltre, lo stato non riceve in pratica entrate dalla sua proprietà. Questi, come dire, sono problemi strategici che occorre risolvere.

(…)

In generale, il nostro principale problema è rappresentato dalla necessità di correggere quegli errori, che sono stati commessi grazie alla pressione delle “lobby” nella passata Duma. Ad esempio, è necessario stabilire l’uso gratuito della terra per le persone, e forse anche per le aziende. Ci sono poi altri progetti di legge, che occorre correggere, per portare a risoluzione i più urgenti problemi di natura economica.

D. Cosa pensa dell’attuale governo? E’ in grado di risolvere i più urgenti problemi della società e dello stato?

Mi dispiace, ma penso che non lo sia. Questo governo ha già ricevuto il mandato dal Consiglio di Stato e dal presidente di mettere in atto i punti essenziali del programma, che è stato varato dal Consiglio di Stato due anni fa. Cioè liberare dal peso fiscale la produttività del lavoro, introdurre una tassazione più severa sulle risorse naturali, creare un meccanismo legislativo di stimolo degli investimenti. Inoltre, sarebbe necessario creare un efficace meccanismo antimonopolistico. Ma non si è fatto ancora nulla. L’attuale governo, in sostanza, è al servizio dei grandi monopoli e delle “corporation”, è strettamente legato agli oligarchi, e non è in grado di allentare tali vincoli, anche ricevendo il mandato a farlo dal presidente e dal Consiglio di Stato.

D. Qual è il Suo atteggiamento di fronte al conteggio alternativo dei voti delle ultime elezioni, che stanno compiendo i rappresentanti dell’ “Unione delle forze di destra” e di “Mela”?

R. Il nostro approccio è molto serio, sebbene non disponiamo di elementi certi per mettere in dubbio la correttezza dei risultati elettorali. I nostri osservatori hanno verificato un grande numero di piccole violazioni, ma che si sono effettuate nei limiti registrati abitualmente in ogni elezione e che, nell’essenza, rivestono un carattere tecnico. Ma, se altri partecipanti alla campagna elettorale dispongono di seri indizi, è necessario che, immediatamente la Corte e la “Commissione elettorale centrale” li esaminino con cura.

D. Presto inizierà il lavoro della Duma di Stato. Quali posti vorrebbe ottenere il blocco “Rodina”? Riuscirete almeno ad ottenere il posto di vice-ministro per le questioni sociali, come ha proposto Dmitrij Rogozin?

R. E’ prematuro parlare di come arrivare dalla Duma al governo. Sono convinto che Kasjanov riuscirà ad arrivare alla scadenza del mandato, vale a dire fino alle elezioni presidenziali. In seguito, avverrà automaticamente un cambio di governo, e quale governo sceglierà il presidente eletto ancora non lo possiamo sapere. Non abbiamo ancora avviato consultazioni e il nostro compito oggi è quello di presentare il più velocemente ed efficacemente possibile progetti di legge, in grado di migliorare il livello di vita nel paese e di creare le condizioni per la crescita economica e per la crescita degli investimenti. Noi osserviamo come l’attuale governo sia impotente e si limiti a condurre una politica al servizio di interessi privati, e non una politica di generale crescita economica e di difesa degli interessi di tutti i cittadini. Per questo, come prima, ci troviamo all’opposizione di questo governo.

Noi non pensiamo certo di essere in grado di dirigere questa Duma. Ma siamo sicuri di essere dalla parte giusta, che i nostri progetti di legge sono fondati, rispondenti agli interessi nazionali e che il sostegno politico del Consiglio di Stato e delle regioni ci aiuterà a farli avanzare. In ogni commissione delegheremo nostri rappresentanti, la cui preparazione professionale è fuori discussione e che potranno dimostrare con efficacia le loro ragioni e favorire le necessarie soluzioni.

D. Cosa ci può dire in merito alla possibilità che Dmitrij Rogozin possa occupare il posto di ministro degli affari esteri?

R. Penso che tornerebbe utile al nostro paese. Ma, per quanto ne so, su questo argomento non sono state avviate trattative.

Traduzione dal russo di Mauro Gemma