Giovanni Pesce, un dovuto atto simbolico

Caro direttore,
Giovanni Pesce Senatore a vita sarebbe il modo più alto e bello di chiudere il 60° anniversario della Liberazione d’Italia e, insieme, sarebbe la connotazione più forte da imprimere, anche con un atto simbolico, a un programma di alternativa e il segno dell’antifascismo e della difesa della Costituzione Repubblicana. Un atto che qualifica tutti i democratici che lo vanno a sostenere e, anche un ringraziamento che tutti noi rivolgiamo al nostro caro Giovanni, garibaldino e partigiano, leggendario comandante dei Gap. Un comunista che ha fatto l’Italia, un compagno che parla ai giovani e, con loro, guarda al futuro senza mai ripiegare “la vecchia bandiera rossa con la falce e martello, quella del nascente socialismo, quella del popolo del Quarto Stato”. Lunga vita, Senatore.

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