Giovanni Pesce: sensibilità e carica umana

Cari compagni,
vi sono moltissimi motivi per nominare il compagno Pesce senatore a vita, darebbe prestigio ad una istituzione che spesso popolarità non ha. Vi racconto un episodio che permette di capire l’infinita attenzione e sensibilità che possiede, la sua carica umana, l’impegno civile e politico, oltre la grande moralità. Qualche tempo fa ho scritto un racconto per ricordare i partigiani ammazzati a Piazzale Loreto dalla sbirraglia nazi-fascista, racconto che ho voluto dedicare a Dante Di Nanni e che ora è stato pubblicato, con mia grande gioia, sul giornale dell’Anpi. Quando l’ho scritto ho voluto mandarne un copia proprio al compagno Pesce perché pensando a Dante Di Nanni è impossibile non pensare all’eroico partigiano di “Senza tregua”. Quando un tardo pomeriggio rientrando a casa dal lavoro il mio cellulare ha suonato, mai mi sarei aspettato di sentire la voce di Pesce che mi diceva di averlo letto, che gli era piaciuto e che era contento della dedica a Dante. Compagni miei, avevo il cuore che batteva forte, nel ringraziarlo balbettavo ed ho dovuto fermarmi per non andare a sbattere con la macchina contro altri. Mi sorge un dubbio: questa Repubblica merita un senatore come “Visone”?

Francesco Giordano via e-mail