Giochi di guerra Nato a Teulada, Soru perde

A Teulada si riprende a sparare. Arturo Parisi, nello stesso giorno in cui alla Camera difende la scelta del governo su Vicenza, dà uno sonoro schiaffo in faccia alla giunta di Renato Soru. I rappresentanti della giunta regionale nel Comitato paritetico (civili e militari) sulle servitù militari in Sardegna avevano chiesto che nel poligono si smettesse di giocare alla guerra. Ieri il ministro della Difesa ha fatto sapere che di sospendere il programma di esercitazioni, previsto a partire da fine gennaio sino a giugno inoltrato, non se ne parla nemmeno. La motivazione è la stessa addotta tante volte dal predecessore di Parisi, Antonio Martino: «Le esercitazioni non possono essere bloccate perché rispondono a superiori esigenze della Difesa dello Stato».
Nei mesi scorsi, Soru si era impegnato personalmente in una faticosa trattativa con Parisi. Sembrava che si fosse arrivati a un’ipotesi d’accordo che mediava tra la linea dura del ministro e quella, di drastica riduzione della presenza militare in Sardegna, dell’ex presidente di Tiscali. L’ipotesi prevedeva un graduale disimpegno della Difesa da Teulada in cambio di un sostanziale via libera della Regione Sardegna alla prosecuzione delle esercitazioni (e della sperimentazione di nuove armi) nel poligono di Quirra. Nel rispetto di questa linea, informalmente stabilita, i rappresentanti di Soru nel comitato paritetico per le servitù militari non avevano chiesto che a Teulada le esercitazioni fossero totalmente sospese. Avevano chiesto molto meno, un segnale di buona volontà, d’inversione di tendenza: la rinuncia ai micidiali bombardamenti aerei e navali sulle spiagge tra Capo Teulada e Capo Frasca da parte degli aerei Nato e delle navi della Marina italiana e della Us Navy. Gli ultimi giochi di guerra avevano coinvolto ben 9 mila militari dei paesi Nato, e in entrambe le occasioni si erano scontrate con la ferma protesta dei pescatori di Capo Teulada.
Per il resto, come sempre, esercito italiano e truppe alleate avrebbero potuto continuare a sparare per sei lunghi mesi. Ma gli uomini di Soru non sono riusciti ad ottenere nemmeno il minimo. Il calendario delle esercitazioni, ha fatto sapere Parisi, sarà completo, comprenderà cioé anche il devastante tiro a segno dal cielo e dal mare.
Dura la reazione dei gruppi pacifisti sardi. «Ciò che sta avvenendo – dice Mariella Cao, del comitato Gettiamo le basi – è molto grave. Si prosegue secondo una logica che non muta in niente rispetto al passato. Tra la popolazione della zona di Teulada i tumori hanno tassi d’incidenza molto più alti rispetto alle medie regionali e nazionali, ma i militari continuano nelle loro attività senza fornire alcuna garanzia sulla nocività degli ordigni utilizzati nelle esercitazioni. Parisi e Soru deludono entrambi. Lo scambio Quirra per Teulada si è rivelato una beffa: a Teulada tutto come prima e a Quirra un piano di espansione della presenza militare con il progetto di costruzione di un nuovo aeroporto». «La decisione di Parisi riguardo a Teulada – aggiunge Andrea Olla, del Cagliari social forum – conferma una linea che, da Vicenza a Sigonella, segna uno stacco netto rispetto ai valori e agli obiettivi politici del movimento pacifista italiano, ma anche rispetto all’orientamento di settori larghissimi dell’opinione pubblica nazionale. Il governo Prodi corre il rischio di pagare, per questo, un prezzo molto salato». «La delusione – dice l’ex sindaco diessino di Teulada, Tore Mocci – è grande. Da Parisi ci aspettavano maggiore coerenza».
Da oggi, dunque, a Teulada i fanti della Brigata Sassari, che sin dal 2 gennaio avevano piantato le tende da campo, cominceranno a usare le armi. Poi arriveranno le portaerei della Us Navy. Come sempre.