Germania, riparte il conflitto sociale. Tute blu in testa

Germania sempre più immersa nel conflitto sociale “di primavera”: alle agitazioni dei medici ospedalieri e dei dipendenti delle aziende municipalizzate, che proseguono da quasi due mesi, potrebbe presto aggiungersi quella dei metalmeccanici, che all’inizio della settimana prossima decideranno se entrare in sciopero. E’ cominciato il conto alla rovescia per evitare un’agitazione delle tute blu. Il giorno della verità è fissato per lunedì prossimo, quando si riuniranno di nuovo i rappresentanti dei datori di lavoro e quelli della IGg Metall del Nordreno-Westfalia, il più popoloso e industrializzato land tedesco, con oltre 18 milioni di abitanti, del quale fa parte il bacino industriale della Ruhr.
Joerg Hofmann, che nella trattativa in corso guida la delegazione della Ig Metall, ha dichiarato ieri al quotidiano “Die Welt” che «se entro la mezzanotte del 24 aprile non si arriverà ad una soluzione, non ci resterà altro che iniziare la procedura di avvio dello sciopero». Prima che questo venga proclamato, infatti, è necessario che con una votazione la maggioranza dei tre quarti più uno dei 3,4 milioni di addetti del settore metalmeccanico ed elettrotecnico decida di astenersi dal lavoro.

Le posizioni contrattuali sono ancora molto distanti, con i sindacati che chiedono un aumento del salario del 5 per cento. Negli ultimi tempi il fronte sindacale ha mostrato una maggiore disponibilità dichiarandosi pronto a discutere di «un incremento con il 3 prima della virgola». La controparte, invece, offre un aumento dell’1,2 per cento per un contratto di due anni ed una “una tantum” dello 0,6 per cento.

In un’intervista allo stesso quotidiano il presidente di IGg Metall, Juergen Peters, parla al riguardo di «un’offerta ridicola» ed invita la controparte ad assumere un atteggiamento più realistico, poiché «altrimenti i lavoratori perderanno la pazienza». Il leader sindacale spiega che «noi siamo sempre molto prudenti in fatto di sciopero, che costituisce sempre l’ultima risorsa, ma a volte l’improbabile finisce per diventare molto probabile». «Sono stati i datori di lavoro – prosegue Peters – ad innescare questo conflitto, adesso tocca a loro offrire le soluzioni per uscirne».

La Ig Metall è il più grande sindacato europeo dei metalmeccanici. Nel 2004 aveva circa 2,4 milioni di iscritti. Secondo Heinz Bierbaum, dell’Università di Saarbruken, in Germania c’è una vera e propria emergenza salariale a cui i sindacati non sono riusciti a dare sbocco «in termini reali».