Gerico, azione di guerra israeliana: pioggia di missili, pace lontanissima

Un’escalation le cui conseguenze sono incalcolabili. L’assedio alla prigione di Gerico (West Bank), situato all’interno del compound della Muqata, quartier generale dell’Autorità Palestinese, durato nove ore, si è concluso nella serata di ieri con la cattura di Ahmed Saadat, capo del Pflp, (Fronte popolare per la liberazione della Palestina) ritenuto da Israele il mandante dell’uccisione, nel 2001, del ministro israeliano Rehavam Zeevi. Il raid sta precipitando la West Bank e Gaza in una spirale di violenza e rabbia verso gli occidentali mai vista.
Oltre a Saadat i miliziani catturati, convolti anch’essi nell’azione che determinò la morte di Zeevi, sono Majdi Zimasi, Raed Abu Ghilme, Fuad Shobaki, e Hamdi Quran e Bassem El Asmar, autori materiali dell’omicidio.

La massiccia operazione militare è stata condotta con carri armati, elicotteri, artiglieria pesante e leggera.

Bulldozer e scavatrici sono stati utilizzati per sfondare le pareti esterne degli edifici, alcuni dei quali erano in fiamme.

All’interno del complesso in cui si trova la prigione, oltre ai sei miliziani del Pflp, erano rinchiuse diverse centinaia di persone, in larga parte detenuti comuni, ma anche guardie ed addetti alla sicurezza palestinese, due dei quali uccisi durante il raid israeliano. Un bilancio destinato probabilmente ad aggravarsi. Sui feriti il balletto delle notizie è andato avanti per tutto il giorno. Forse ventisei. Dai collegamenti telefonici con guardie e detenuti all’interno della prigione si è appreso che sono state utilizzate magliette per tamponare il sangue dei feriti. Un bilancio preciso delle vittime provocate della pesante operazione militare sarà possibile nelle prossime ore. Nel corso della giornata centinaia (il numero esatto è ancora imprecisato) di detenuti sono usciti in mutande dal carcere per consegnarsi ai soldati israeliani. Non si sono registrate perdite tra i soldati israeliani. Al calare della sera alcuni di essi sono stati oggetto del lancio di bottiglie molotov ed altri oggetti da parte degli abitanti di Gerico. Scene ben meno gravi rispetto a quanto accaduto a Gaza, a Ramallah e a Jenin nei confronti di cittadini ed “obiettivi” occidentali.

I miliziani catturati, che saranno condotti in carcere in Israele, erano detenuti a Gerico sotto la responsabilità di Gran Bretagna e Stati Uniti dal 2002, in base all’Accordo di Ramallah con cui si trovò una soluzione all’assedio al quartier generale di Arafat, in cui i miliziani erano asserragliati. L’abbandono della prigione, all’alba di ieri, dei monitors britannici, addetti alla supervisione dei prigionieri politici, ha determinato il repentino e massiccio intervento dell’Idf. Ancora nella serata di ieri il generale dell’esercito israeliano Guy Tzur insisteva con la versione ripetuta per tutta la giornata, secondo cui la Gran Bretagna non avrebbe avvisato Israele del proprio ritiro dalla prigione.