Fosforo sui media Usa

Per venti giorni si sono alternate le smentite e le mezze ammissioni, di fronte all’inchiesta di Rai News 24 sull’uso di fosforo bianco durante la battaglia di Fallouja un anno fa in Iraq. E però l’inchiesta di Sigfrido Ranucci, curata da Maurizio Torrealta, in cui si denuncia che il fosforo bianco è stato usato nella città irachena contro i civili, alla fine ha fatto breccia: rimbalzata sui media elettronici arabi, ripresa dalla Bbc (che aveva ottenuto la prima ammissione dal Pentagono, «sì l’abbiamo usato»), riportata da diversi giornali americani, ha trovato conferme inattese – come quando è saltata fuori una pubblicazione dello stesso esercito Usa dove spiega la tattica «shake and bake», «scuoti e arrostisci», il fosforo bianco usato per stanare i nemici. Ora anche il New York Times prende atto dell’ultima vergogna della guerra americana in Iraq. Lo fa con un editoriale molto duro, titolato appunto «Shake and Bake» (29 novembre). Il fosforo bianco, dice, «macchia ulteriormente la credibilità americana». Il fosforo bianco «può bruciare per ore all’interno di un corpo umano», fa notare il Nyt: gli Usa ne avevano limitato l’uso dopo il Vietnam, e nel 1983 una convenzione internazionale ne ha bandito l’uso verso i civili: «In effetti, uno dei tanti crimini imputati a Saddam Hussein è di aver buttato fosforo su ribelli e civili kurdi nel 1991».

Il New York Times non aveva pubblicato una riga quando è andata in onda l’inchiesta di Rai News 24, e solo qualche giorno fa ha riferito accuse e smentite (accreditando più le smentite che le accuse). Ora ricostruisce nel suo editoriale: l’inchiesta della tv italiana, la smentita del Pentagono, la marcia indietro, le ammissioni. Sottolinea le contraddizioni: «Il Pentagono dice che il fosforo bianco non è mai stato diretto ai civili, ma ci sono insistenti notizie di vittime civili». Le autorità militari «dicono che l’uso di fosforo bianco contro obiettivi militari è legale. E’ vero, ma la convenzione del 1983 bandisce l’uso contro “civili o oggetti civili”, il che rende quantomeno inappropriato attacchi con fosforo bianco in ambienti urbani come Fallouja». Il Nyt nota: gli Stati uniti hanno firmato quella convenzione, «ma la parte sulle armi incendiarie aspetta la ratifica del Senato».

Vista l’influenza del giornale newyorkese, quell’editoriale è un riconoscimento («La verità infine ha prevalso», ha commentato ieri il direttore dell’emittente italiana, Roberto Morrione, in un suo editoriale: «C’è dunque spazio per inchieste giornalistiche serie su temi scottanti, per un’informazione libera e documentata»). Ed è una presa di posizione dura: il New York Times dice che le richieste americane in materia di controllo degli armamenti «suonano senza senso, quando gli Usa rifiutano di rinunciare al fosforo bianco, senza contare le cluster bombs e le mine terrestri». Parla di pratiche «troppo inumare perfino per la guerra»: «(…) la tortura dovrebbe essere bandita nelle prigioni americane. E gli Stati uniti devono smettere di usare il fosforo bianco».

Un altro potenziale scandalo intanto incombe sulla Casa Bianca, quello delle carceri segrete della Cia all’estero. Di fronte alle richieste di chiarimenti da parte di istituzioni europee però finora non sono venute né conferme né smentite.