Fosforo, «l’Italia sapeva»

«Questa volta ci aspettiamo che venga il ministro». Oggi i senatori dell’Unione presenteranno una nuova interpellanza urgente sull’uso del fosforo bianco in Iraq, mentre Famiano Crucianelli dei Ds ha già presentato una interrogazione. Questa volta il centro della polemica è la notizia che il fosforo bianco sia stato usato anche a Nassiriya – la città affidata al controllo degli italiani a partire dal 10 giugno 2003 – confermata due giorni fa dall’inviato embedded della Bbc Adam Maynot ai microfoni di Rainews24. Il giornalista era al seguito delle truppe americane nell’aprile del 2003 e raccolse le testimonianze di civili vittime del bombardamento e dei medici dell’ospedale cittadino. «L’uso del fosforo bianco ha lasciato tracce visibili sulle abitazioni e sui feriti ricoverati nell’ospedale della città», spiega Gigi Malabarba, capogruppo del Prc e primo firmatario di una interpellanza che quasi certamente sarà unitaria: «L’Italia, da giugno in poi ha partecipato all’amministrazione politica del distretto di Di Quar, anche grazie al fatto che la governatrice di Nassiriya era l’italiana Barbara Contini. Non è pensabile che i comandanti del nostro esercito non sapessero nulla delle ferite e delle morti causate dal fosforo bianco».

Ieri intanto Mohamed ad Daraji, il biologo che per primo raccolse le immagini dei cittadini di Falluja uccisi dal fosforo bianco, è arrivato a Roma per presentare nuovamente alla stampa il rapporto della sua organizzazione (Centro studi diritti umani) sulla battaglia di Falluja. I documenti raccolti in città, tra cui le impressionanti foto dei cadaveri classificati dallo stesso esercito americano, sono state presentate alla Commissione diritti umani dell’Onu a Ginevra, «eppure non hanno mai voluto aprire una inchiesta indipendente», dice al Deraji. Il biologo capì che la città era stata bombardata con il fosforo quando il 18 gennaio 2004, entrando in città: «Ho trovato i corpi di persone morte all’interno delle loro abitazioni, con vestiti e suppellettili perfettamente intatte. Dicono che le foto che abbiamo mostrato sono di cadaveri che potrebbero essersi disidratati anche a causa del forte calore. Ma allora perché i vestiti erano intatti? Perché le parti non esposte del corpo erano visibilmente non deteriorate».

Dai documenti del governo americano, intanto, Rainews24 ha tirato fuori un testo che dimostra come l’esercito Usa abbia sempre considerato il fosforo un’arma chimica a tutti gli effetti. E’ un rapporto declassificato sui bombardamenti di Saddam Hussein contro i curdi nel 1991 e riferisce di una «fonte» che avrebbe spiegato che «Durante la brutale offensiva che è seguita alla rivolta dei curdi, le forze irachene leali al presidente Saddam potrebbero aver usato l’arma chimica fosforo bianco contro i ribelli curdi e la popolazione di Ebril e Dohuk. Il Wp (fosforo bianco ndr) chimico è stato trasportato da artiglieria ed elicotteri».