Fosforo bianco, un’arma non ancora al bando

«La strage di Fallujah? Nel campo delle armi è necessario adottare comportamenti prudenti. Ma da ciò che abbiamo potuto vedere non v’è alcun dubbio che quelle foto corrispondono chiaramente a un bombardamento con armi al fosforo bianco». Una denuncia esplicita. Netta. A formularla è Manlio Dinucci, giornalista e geografo, ma non solo. Esperto si può aggiungere di armi, in particolare nucleari, essendo stato direttore esecutivo per l’Italia della International Physicians for the Prevention of Nuclear War, associazione vincitrice del Nobel per la pace nel 1985. Nonché autore tra l’altro di numerosi libri tra cui Il sistema globale (2002) e, con Daniel Bovet, della Tempesta nel deserto (1991).

Professore, nonostante il Pentagono lo neghi, è possibile ipotizzare secondo lei che a Fallujah sia stata attuata una vera strage di innocenti e con armi di distruzione di massa proibite dalle convenzioni internazionali? Mi riferisco in particolare all’uso dell’Mk77 meglio noto come “fosforo bianco”…

Le immagini che abbiamo avuto modo di vedere corrispondono chiaramente alle caratteristiche di un bombardamento con armi di questo tipo.

Dunque secondo lei gli americani hanno potuto usare un’arma come il fosforo bianco, l’Mk77, il napalm del terzo millennio, un’arma bandita dai trattati?

L’Mk77, meglio noto come “il fosforo bianco”, viene usato in genere come tracciante luminoso come produttore di fumo per creare cortine a scopi incendiari. Ma viene usato anche come arma bellica. E’ una sostanza particolarmente letale perché continua a bruciare finché non si esaurisce. Quindi se una persona viene investita da questa sostanza praticamente non può spegnere il fuoco perché, per quanto terribile possa essere, continua a bruciare.

Ma possibile che tutto questo sia consentito?

Il fatto controverso è che non c’è un trattato che mette esplicitamente al bando il fosforo bianco. Infatti, per esempio, l’organizzazione americana piuttosto seria statunitense, la Global security, scrive a questo proposito che proprio il fosforo bianco non è stato messo al bando da alcun trattato e quindi gli Stati Uniti conservano comunque la possibilità di impiegarlo come altre sostanze incendiarie contro «obiettivi militari di alta priorità». In particolare c’è un protocollo, uno dei numerosi in genere evasi, che è il protocollo 2 che si chiama esattamente, tentando una traduzione in italiano “Su certe armi convenzionali” che lo tratta ma questo protocollo non proibisce l’uso del fosforo bianco come di altre armi che si chiamano combustibili-aria. Anche in questo caso si tratta di armi in particolare che nel momento in cui esplodono creano appunto un vuoto d’aria già usate nella prima guerra in Iraq nel ’91. E’ chiaro, comunque, da quelle immagini, che l’esercito statunitense possiede ordigni al fosforo non solo per la segnalazione, per creare cortine fumogene, ma anche per azioni belliche come, sicuramente, anche altri eserciti che possiedono la stessa arma. Chiaramente quest’ultima è un’arma tremenda. Ma la riflessione da fare è un’altra.

Quale?

Che a livello internazionale c’è una deregolamentazione paurosa. Si cancellano i trattati, pensiamo a quello sulle armi nucleari che obbliga al disarmo e non ha alcuna efficacia. Eppure le armi nucleari restano quelle più distruttive. Si pensi che durante la guerra fredda ne vennero fabbricate 128mila in massima parte da Stati Uniti e Unione Sovietica. Finita la guerra fredda, quel disarmo auspicato non solo non è avvenuto ma la situazione odierna è che nel mondo vi sono ancora circa 30mila testate nucleari di cui 20mila operative, vale a dire pronte all’uso. E conservano la capacità di cancellare dalla faccia della terra la specie umana. E’ chiaro che i trattati impongono che le potenze che possiedono armi nucleari dovrebbero disarmarsi fino ad arrivare alla totale cancellazione delle stesse.

Come mai ciò non accade?

Perché ormai è diventato un atto usuale stracciare un trattato. Siamo in un periodo in cui è in corso una nuova e più pericolosa corsa agli armamenti rispetto a quella pericolosissima della guerra fredda. E la causa del mancato disarmo è dovuta principalmente proprio alla politica adottata dagli Stati Uniti d’America. In particolare dall’amministrazione Bush che si avvale del vantaggio netto derivante dall’altissima spesa militare per imporre la volontà secondo gli interessi statunitensi. E dando inoltre un esempio catastrofico a qualunque altro paese che vedendo la massima potenza mondiale non osservare i trattati si sente e a maggior ragione libero di fare lo stesso. Naturalmente a pagare è sempre la popolazione inerme. Ma vorrei aggiungere una postilla a questo discorso.

Prego…

Secondo un documento della massima attendibilità attualmente vi sono in Europa 480 bombe nucleari di cui 90 in Italia. Non dimentichiamo anche questo particolare.