Fisco: pochi controlli, il 92% va a segno, ma con scarsi risultati

Solo otto contribuenti Iva su 1000 rischiano di trovarsi in casa gli ispettori della guardia di finanza a spulciare fra le loro cartelle esattoriali. Lo riporta il Sole 24 ore di ieri, specificando che, stando così le cose, le verifiche degli ispettori del fosco si hanno solo una volta ogni 135 soggetti controllabili, per un totale di 729 milioni di euro evasi che solo in minima parte vengono poi recuperati. E questo quadro cambia notevolmente da Regione a Regione.
Mentre continua il dibattito sulla proposta di Visco di istituire un’anagrafe tributaria, gli ispettori della Guardia di finanza e delle agenzie delle entrate continuano a lavorare, aspettando di conoscere i nuovi strumenti a disposizione. Intanto ieri la Corte dei Conti ha diffuso le stime dei risultati della loro attività: nel 2005 i controlli dell’agenzia delle entrate sono stati 98.116, di cui 3016 a carattere generale, il 32,7% in più di quanti erano stati preventivati. Di questi, il 92% ha scoperto delle imposte evase, ma l’effettiva riscossione degli importi evasi scende sempre di più: «La massa imponibile contestata e a volte esibita come ragguardevole risultato si riduce anno per anno a percentuali della riscossione inferiore al 10%» scrive la Corte nel capitolo dedicato al ministero dell’economia nell’esame del rendiconto generale dello Stato. Anche la stessa agenzia delle entrate snocciola i suoi dati e parla di 1.029.237 verifiche effettutate lo scorso anno, il 38,9% in più rispetto al
2003, grazie anche al maggior numero di personale messo a servizio per le ispezioni: dal 28,91% dei dipendenti del 2003 al 37,23% del 2005, ossia 13.500 dipendenti su un totale di 36mila. Il risultato è che è aumentata la somma dei pagamenti che gli evasori accettano di fare subito, piuttosto che ricorrere ai contenziosi una volta beccati con le mani nel sacco: nel 2003 erano 27, 63% del totale, nel 2005 sono arrivati al 39,76%. Il problema è che di tutti questi soldi evasi e portati alla luce del sole, solo una minima parte arriva poi ad essere effettivamente incassata, pari, secondo le ultime stime, al 7,5% del totale. Da questa crepa è nata, per volere dell’ex ministro Giulio Tremonti, Riscossione Spa, società che si occupa di recuperare i crediti e di cui fanno parte l’agenzia delle entrate, l’Inps e gli istituti di credito. Fino all’intervento di Tremonti la riscossione era affidata a società private, adesso, stando sempre ai dati della Corte dei Conti, la situazione è migliorata: «Sono stati effettuati oltre 175mila controlli sugli immobili tramite sopralluogo, che hanno dato luogo a quasi 60mila variazioni di rendita, facendo segnare un +62% degli incassi realizzati attraverso il pignoramento e la vendita immobiliari».

Ma il viceministro Visco non salta di gioia: «L’aumento del 62% non dice nulla perché il 62% di zero non è un valore molto alto. In ogni caso nel settore della riscossione si sta facendo un forte tentativo di riorganizzazione». VIisco torna poi a difendere la sua idea dell’istituzione dell’anagrafe tributaria, respingendo al mittente le critiche «diffuse ad arte dagli amici degli evasori». In realtà anche chi quotidianamente è alle prese con dati, segnalazioni e controlli, come un anonimo verificatore veneziano dell’agenzia dell’entrate, saluta positivamente questa novità: «Siamo ancora in attesa della circolare che spieghi come funzioni, ma l’anagrafe tributaria sarebbe molto utile per il nostro lavoro, anche perché saremmo in contatto con gli enti locali piuttosto che con le banche per avere le informazioni che ci servono. Ripeto, aspettiamo di conoscere i dettagli ma abbiamo fiducia in Visco perché quando era ministro lui, il Fisco funzionava bene. D’altronde con il governo Berlusconi, capace di fare solo condoni e concordati siamo rimasti al palo per 4 anni». Non sarà comunque solo l’anagrafe tributaria a risolvere ogni problema: «L’agenzia delle entrate è sottoorganico, servirebbero molte più persone sul territorio, perché se per stanare un singolo evasore può bastare un computer, per frugare nelle imprese serve di essere sul posto. Ma manca personale, e soprattutto manca personale qualificato. E poi, terza cosa, è necessario che noi abbiamo totale libertà di movimento. Non è un caso se in 5 anni di servizio, ogni volta che sono uscito ho scoperto delle evasioni».