Fioroni sfida la sinistra: ridare i soldi alle scuole private

Il ministro dell’ Istruzione Giuseppe Fioroni non ha dubbi: «I soldi alle scuole private irresponsabilmente tolti dal governo Berlusconi vanno ridati». Il ministro ieri era a Cortina, impegnato in un dibattito sulla scuola insieme all’ economista Enrico Cisnetto e a Don Mazzi. Parlando della sua precedente collega, Letizia Moratti («più casino di quello che ha fatto era difficile farlo») ha però aggiunto: «Dobbiamo evitare i malintesi e non puntare, come la Moratti, alla scuola che si vorrebbe e non alla scuola che c’ è. Comuni e province sono stati vessati da cinque anni di finanziarie del governo Berlusconi e non riescono a trovare le risorse per la messa a norma degli edifici e per la nuova edilizia scolastica. Non ripristinare i 167 milioni di euro tolti alle scuole paritarie significherebbe non garantire il diritto allo studio del 48% dei bambini che frequentano le scuole materne». Ieri l’ Unità ha definito le intenzioni del ministro «una minaccia», una «promessa sublimata e giustificata» dal dilemma: «o dalle suorine o niente scuola». Ma Fioroni è deciso: «Se non lo facciamo il prossimo anno, mettiamo in discussione il diritto alla scuola per l’ infanzia di tutti quei bambini, soprattutto nei comuni sotto i 5000 abitanti e nelle zone montane e disagiate, dove la chiusura delle scuole materne paritarie significherebbe l’ impossibilità di frequentare la scuola». A scanso di ogni fraintendimento, il ministro ha anche aggiunto: «Quest’ anno ho autorizzato tutto il numero richiesto dai circoli didattici di docenti delle scuole materne, in modo tale che lo stato concorra con le sezione di scuole materne, avendo i docenti a disposizione, all’ abbattimento per la quota di sua spettanza delle liste di attesa». Il primo valore che va difeso secondo Fioroni è quello previsto dalla Costituzione. E al dubbio che un finanziamento di 167 milioni di euro in più potrebbe generare uno scontro con altre forze della coalizione ha risposto: «Io immagino di no».