Fioroni: licenzieremo gli insegnanti fannulloni

La lotta contro i professori assenteisti non è facile, si lamentano da sempre i nostri presidi. Ora il ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, ha deciso di dar loro una mano. L’ idea è semplice: sburocratizzare gli organi di disciplina interni alla scuola che hanno il compito di valutare se gli addebiti mossi ai dipendenti del ministero di viale Trastevere sono fondati o no. Insomma trovare un rimedio contro «norme troppo rigide e ipergarantiste». Licenziare i docenti fannulloni potrebbe diventare un’ impresa non impossibile. Ostili i sindacati. «Non ci sono dati e ragioni che giustifichino una simile iniziativa» è il commento di Enrico Panini, leader della Cgil scuola. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la denuncia di Pietro Ichino sul Corriere della sera sui professori fannulloni. Ichino aveva citato con molti particolari la storia del prof M. Fioroni ha risposto subito: nessuna copertura ai «lavativi» che penalizzano l’ intera categoria. E nell’ intervista rilasciata a «In breve», che sarà trasmessa domani sera alle 20,30 su LA7, ha rincarato la dose annunciando di aver licenziato due insegnanti da quando è ministro, anche se non con l’ accusa di scarso rendimento. «Abbiamo proposto che nella scuola italiana si realizzino serie valutazioni di rendimento che ci diano un quadro chiaro della situazione – ha dichiarato Fioroni -. E, in più, una modifica che sburocratizzi le possibilità di intervento per i consigli scolastici, provinciali e nazionali, salvaguardando la loro autonomia. In questo modo, riteniamo come ministero – ha concluso – di poter perseguire quelle poche mele marce che rischiano di dare un’ immagine complessivamente devastante degli insegnanti, che sono il settore meno assenteista nel pubblico impiego». DISCIPLINA E PROCEDURE – I consigli di disciplina, quello nazionale (per i prof delle superiori) e quelli provinciali (materne, elementari e medie) hanno le loro procedure. E le procedure hanno un punto debole, anzi debolissimo: i tempi. Se non si rispettano l’ azione decade. Basta un piccolo ritardo e subito il Tar riconosce un vizio di procedura. Certo, tutto questo non basta quando il prof ha violato il codice penale. Ma se si tratta di tante assenze, gestite con abilità, o di scarso rendimento prolungato nel tempo, allora l’ azione disciplinare può non approdare a nulla. I SINDACATI – L’ idea, nonostante le precisazioni del ministro, non piace ai sindacati. «Non ci sono le ragioni – è il commento di Panini – come ha fatto ben capire lo stesso ministro riferendosi a “poche mele marce”. Stiamo parlando di un milione di dipendenti. Le norme per combattere l’ assenteismo sono sempre esistite. Si tratta di farle funzionare. Sono le stesse norme che esistono per ogni rapporto di lavoro». «Non ho mai difeso gli assenteisti – continua Panini – né sono a conoscenza di comportamenti omertosi. Il problema della scuola non è questo ma piuttosto il fatto che sta iniziando un anno solare nel quale le scuole avranno 600 milioni di euro in meno per la gestione della vita ordinaria». L’ idea di Fioroni piace invece ai prof che fanno parte dei consigli. Mario Guglietti, vicepresidente del Consiglio nazionale della Pubblica istruzione, l’ approva: «Benissimo sburocratizzare e rendere più semplice il percorso disciplinare, sia che approdi ad una sanzione o al proscioglimento».