Fino a qui tutto bene…editoriale notturno

Falluja; Mesopotamia, culla della nostra civiltà antica;
Stato d’assedio: nel novembre 2004 la città delle moschee è stata accerchiata e bombardata con armi chimiche disumane, che scarnificano fino all’osso le persone e gli animali. Si sapeva già da tempo che laggiù era successo qualcosa di indicibile, qualcosa di mostruoso: lo avevano denunciato da mesi siti internet preziosi e visitatissimi come Uruknet.info (che subisce attacchi e violazioni quotidiane a causa della sua campagna di controinformazione); lo avevano raccontato i bloggers iracheni:giovani coraggiosi che tra le mille difficoltà dell’occupazione scrivono su internet il loro diario, descrivendo al mondo l’olocausto e la resistenza del proprio popolo; lo avevano mostrato e descritto giornalisti indipendenti come Dahr Jamail(anche il suo sito è da visitare assolutamente); se n’è accorta anche Rainews 24, con l’importantissimo reportage che ha smascherato gli assassini “scuoti e cuoci”. La politica italiana e la sinistra(tranne le solite eccezioni) sembrano balbettare, di giorno, risposte compatibilmente atlantiche: “Zapatero non abita mica qui, tranquillo,Mr President!Non è che ci si sveglia la mattina e si ritirano le truppe!” Così, passando crepuscoli e nottate attraverso porte speciali su Cogne, “isole” (dei famosi,sì, ma pur sempre lontane dalla terraferma e da noi plebei) e “talpe”, gli italiani sono assuefatti alla cecità del buio, all’oblio. Qualche gatto nottambulo, equipaggiato oltre che di ottima vista notturna, anche di memoria d’elefante, si potrebbe chiedere a questo punto:ma i tedeschi degli anni 40 sapevano di ciò che avveniva, di giorno, agli ebrei? E gli italiani del 2005, si rendono conto di ciò che sta accadendo a milioni di civili iracheni? Possiamo noi dormire sonni tranquilli?

Parigi,Europa occidentale, culla della nostra civiltà contemporanea;
Stato d’assedio: i Ciompi si sono risvegliati e ribellati. E, di notte, bruciano tutto. Bruciano le proprie auto, feticcio di una “libera” mobilità che, di giorno, non li può portare in nessun luogo e che comunque la notte li fa tornare a dormire nei dormitori. I Ciompi incendiano scuole che li formano solo alla futura disoccupazione e quartieri progettati per loro da architetti che, figurarsi, non vi avrebbero mai e poi mai abitato. I Ciompi rifiutano qualcosa creato per loro e su cui non si sono mai potuti esprimere, nessuno ha mai chiesto loro un vero parere, a parte qualche plebiscito ogni tot anni per decidere chi dovrà curare la loro insonnia. La gabbia progettata per loro, secondo i Ciompi, è da distruggere. La notte ha un’aurea misteriosa ed ovattata e, in questo mondo di sogno, quando il buio nasconde lo squallore dell’esistente e dei quartieri, si può (dis)fare tutto. E i Ciompi stanno svegli.

Falluja e Parigi sono, pur nella loro diversità, solo delle eccezioni?O forse il capitalismo, nella sua faccia neoliberista, colonialista, imperialista, ha cambiato le regole,non avendo più argomenti credibili né palliativi, non volendo trovare più forme di compromesso con le classi subalterne,non cercando più il consenso tra le proprie vittime( come ha fatto per decenni illudendole col miraggio di essere cittadini attraverso la “ricchezza diffusa”)? Stiamo forse assistendo ad una fine della cittadinanza, così come l’avevamo conosciuta nel 900? Nessun dorma!