Fiat di Melfi, operaio cade e muore

Un volo di quattro metri e un colpo letale alla testa. Domenico Monopoli, operaio manutentore alla Fiat di Melfi, è morto ieri mattina all’alba nell’ospedale di Rionero in Vulture in provincia di Potenza, dov’era stato trasferito perché al reparto rianimazione del San Giovanni di Dio (a pochi chilometri dallo stabilimento Fiat-Sata) non c’era posto per lui.
Stava lavorando al turno di notte, nel reparto verniciature della Grande Punto. In un tratto della catena di montaggio qualcosa è andato storto; era uscito dalla corsia il supporto di metallo che trasporta le lamiere dell’autovettura. L’operaio, 43 anni, originario di Cerignola, era quindi salito su un soppalco per bloccare il nastro. Sapeva evidentemente cosa fare, da 16 anni lavorava a Melfi, fin dai tempi dell’apertura dello stabilimento. Ma non è servito: Monopoli è scivolato ed è caduto sul pavimento. La Procura della

Repubblica di Potenza sta indagando sulle eventuali responsabilità dell’azienda e sulle cause dell’incidente, il
terzo negli ultimi tre mesi alla Sata. Due sono stati mortali.
Per i lavoratori quello di ieri è stato un colpo durissimo. Saranno in sciopero fino alle tre di oggi pomeriggio e attenderanno davanti alla Procura l’esito di un incontro sulla sicurezza del lavoro alla prefettura di Potenza. I sindacati dei metalmeccanici chiedono ai protagonisti dell’incontro di verificare «tutte le postazioni di lavoro al fine di certificare la conformità alle norme sulla sicurezza» e «le conformità di impianti e attrezzature». La Federazione metalmeccanici Cgil, intanto, fa sapere che si costituirà parte civile contro la Fiat. «La situazione in Fiat non è mai stata così grave», ha detto Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom.
L’azienda automobilistica si dice «addolorata», assicura sostegno alla famiglia dell’operaio e fa sapere che «dalle prime indagini interne, non risultano carenze del sistema di sicurezza aziendale», l’incidente sarebbe riconducibile a «un fatto impreve-dibile». Per prevenzione e sicurezza, dicono, «investiamo ogni anno ingenti risorse finanziarie».
Duro il commento del ministro per la Solidarietà sociale Paolo Ferrerò: «Domenico Monopoli è un’altra vittima dello sfruttamento, l’ennesimo lavoratore immolato sull’altare della produttività».
«Questa catena di incidenti sul lavoro è inaccettabile» valutali ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio mentre il ministro delle politiche per la famiglia Rosy Bindi promette: «Saremo premianti verso quelle aziende che investono in sicurezza» e il presidente della regione Puglia Nichi Vendola parla degli infortuni come di una «strage quotidiana che, in tutta Italia, trasforma il posto di lavoro in una trincea di guerra».
Il Comune di Cerignola ha deciso il lutto cittadino per il giorno dei funerali.
Cinzia Guadagnuolo