Fiat, cinque proposte dalla Fiom per l’integrativo

Tarda di un solo giorno la risposta della Fiom ai dati trimestrali resi noti lunedì dal gruppo Fiat. Il sindacato, in vista del rinnovo del contratto integrativo di tutti i dipendenti Fiat in Italia ha messo nero su bianco le cinque richieste che pensa di inserire nella piattaforma: aumento del salario certo e uguale per tutti i lavoratori, che «vada oltre la richiesta di 1.140 euro del 1999»; tempi rapidissimi per l’approvazione; lotta alla precarizzazione «attraverso il ripristino dei contratti a tempo indeterminato e la regolamentazione del contratti part-time»; «anticipazione del trattamento di fine rapporto, attraverso la trasparenza e l’accesso a tutti i lavoratori e «le agibilità sindacali alla Rsu adeguati per la tutela dei lavoratori».
I punti sono stati decisi in una riunione a Lavello, in provincia di Potenza, a cui ha partecipato anche il segretario generale della Fiom Gianni Rinaldini, e saranno discussi il 7 aprile in un’altra riunione a Roma. Le richieste, spiega il sindacato, sono motivate anche dal «buon andamento delle vendite dovuto alla Grande Punto». Stando infatti agli ultimi dati, la Grande Punto è stata la vettura più venduta anche a marzo, quando in Italia sono state immatricolate 76.597 auto e la Fiat è salita ad una quota di mercato superiore al 30%.

Non arrivano però segnali incoraggianti dall’estero per i dipendenti del Lingotto: Fiat India ha deciso di ridimensionare lo stabilimento di Kurla tagliando di oltre il 50% il numero di colletti blu. Il che significa che 711 operai sui 1270 dell’unico stabilimento del gruppo, a Kurla, vicino Bombay, andranno in prepensionamento.

La Fiat produce in India due modelli, la Palio e la Petra, e a Kurla ogni anno vengono sfornate 60mila macchine. Ma ultimamente le vendite sono scese considerevolmente, tanto che a marzo sono state vendute soltanto 302 vetture. Fiat India possiede un altro stabilimento più grande a Ranjangaon, per ora non operativo e le Palio e le Adventure sono vendute attualmente in 44 concessionari insieme ai modelli Tata, grazie all’accordo diventato operativo un mese fa in 11 città indiane.

Anche in Italia però le acque non sono calme. Ieri i 500 cassaintegrati dell’Alfa Romeo di Arese hanno presidiato per quasi tutto il giorno la portineria della fabbrica «per sollecitare i proprietari dell’area ad assumere i lavoratori come previsto dagli accordi» siglati in Regione tra proprietari delle aree, enti locali e sindacati che obbligavano le nuove aziende (come la Pirelli che già si è insediata) a riassumere i cassaintegrati Fiat.