Ferrero: il prezzo politico per i generi di prima necessità è una soluzione possibile

Diversamente da alcuni superficiali sfottò che tali iniziative ricevono a volte nell’ambito della sinistra, la direzione del sito de l’ernesto non si associa a tali commenti. Riteniamo che non di logica caritatevole si tratti, ma di uno strumento utile – utilizzato in varie parti del mondo da partiti e movimenti rivoluzionari – per favorire un collegamento di massa, che serva a sostenere non la San Vincenzo bensì, come dice il segretario del PRC, una proposta politica precisa – ancorché circoscritta – rivolta al ministro dell’Economia per la costituzione di “panieri a listini calmierati, Comune per Comune”, finanziati con un esborso prelevato dalle grandi ricchezze e sulla base di un “accordo con i fornai” e con altre categorie di esercenti, con il coinvolgimento degli Enti di consumo”. Non è il governo degli operai e dei contadini (che non sembra essere peraltro dietro l’angolo), ma una più modesta e concreta proposta di politica dei prezzi che allude comunque a forme non di carità, ma di intervento pubblico programmato in ambito commerciale. Da cui milioni di famiglie italiane potrebbero trarre una boccata d’ossigeno nei loro redditi sempre più magri. Una misura limitata di redistribuzione del reddito.

Il segretario del Prc Paolo Ferrero ha consegnato oggi al ministro dell’Economia Giulio Tremonti, nella sede ministeriale di via XX Settembre, uno dei 100mila filoni di pane da 1 kg distribuito da Rifondazione Comunista al prezzo di 1 euro, nell’ambito di una campagna partita tre mesi fa contro il carovita e per stabilire prezzi calmierati su un paniere di prodotti alimentari di prima necessita’ come pane, pasta, riso e olio d’oliva in particolare.

I Gap (gruppi di acquisto popolari), nati su impulso del Prc, si sono costituiti in molte città, tra cui Roma, Piacenza, Torino e Perugia.
‘Se Rifondazione e’ in grado di distribuire il pane a 1 euro – ha detto Ferrero – il ministro dell’Economia potrebbe stabilire un paniere a listini calmierati, prendendo i soldi dai ricchi e dai grandi profitti”. Il pane lo distribuiamo a prezzo politico sulla base di un accordo con i fornai. Cio’ significa che stabilire un prezzo politico si puo’ fare e che – ha sottolineato il segretario del Prc – la nostra iniziativa e’ realistica. Ma per farla bisogna aver voglia di lottare contro le speculazioni e rimettersi in moto, Comune per Comune, e creare panieri con gli enti di consumo’.

‘Vogliamo cosi’ segnalare – ha concluso Ferrero – la vergogna della gente che non arriva a fine mese e che i generi alimentari costano troppo cari, bisogna calmierarli e introdurre un nuovo paniere per i prezzi, ma per farlo il governo dovrebbe avere voglia di lottare contro la speculazione sui prezzi, invece non lo fa’.