FERMARE LE BOMBE, FERMARE LA NATO!

DALL’ARGENTINA

BOLLETTINO DI INFORMAZIONE NAZIONALE
ANNO 4° N°6 DEL 20 APRILE 2011

COMMISSIONE DELLE RELAZIONI INTERNAZIONALI – PARTITO COMUNISTA DI ARGENTINA

FERMARE LE BOMBE, FERMARE LA NATO!

La delicata situazione di guerra imperiale scoppiata in Libia è stata oggetto di una riunione di militanti del Comitato Centrale del Partito Comunista Argentino tenutasi venerdì scorso e presieduta da un gruppo integrato composto dal Segretario generale del partito, Patricio Echegaray, dal membro della Direzione nazionale del Partito dei Comunisti Italiani, Maurizio Musolino e dal responsabile delle relazioni internazionali del PCA, Jorge Kreyness, che ha moderato il dibattito.

Il primo intervento è stato di Kreyness, che ha informato il pubblico sui più recenti sviluppi nel paese africano invaso dalle maggiori potenze della NATO, in una guerra chiamata “umanitaria” con la presunta giustificazione delle rivolte militari in alcune regioni (che non hanno avuto il carattere popolare di quelle che ci sono state al Cairo e in Tunisia, come si pretende di affermare in gran parte dei media imperiali) e delle quali ci sono notizie scarse, e parziali. Kreyness ha ricordato che già “i russi hanno negato la validità giuridica degli attacchi”, che nell’invasione il più “aggressivo” è la Francia, che dalla Spagna ci sono accuse “che se Mohamed Gheddafi reprime lo fa con armi spagnole” e che Barak Obama, rivelando il complotto internazionale “ha ringraziato il leader katarì per il fatto che senza i suoi sforzi non ci sarebbe stata la sollevazione di Bengasi” che, come si ricorderà, è stata la città dove è iniziata la rivolta bellica contro il leader libico.

La parte centrale della presentazione è stata tenuta dal rappresentante dei Comunisti italiani che, in una chiara esposizione nella sua lingua, ha confermato il sospetto che è sulla bocca di tutti: “Questa è una guerra per il petrolio, guerra del capitalismo, della borghesia e degli interessi economici”. Ha osservato che la Libia è un paese “ricchissimo” di materie prime oltre che di petrolio e ha aggiunto che “il Mediterraneo della Libia è diverso da quello dell’Europa e il paese ha una grande importanza strategica come porta per l’Africa.”

Musolino ha anche lamentato che i servizi segreti britannici e francesi hanno imposto come “campioni di democrazia” i leaders della rivolta, tra cui alcuni ex ministri proprio di Gheddafi, già responsabili della repressione dello stato, che l’italiano ha definito come “criminali”. “La partita che si gioca in Libia è enorme”, ha detto, spiegando che “se le potenze perdono la partita libica, nel mondo ci sarà una maggiore influenza dei paesi del BRIC”, riferendosi a Brasile, Russia, India e Cina, le principali potenze che si oppongono, insieme alla Germania, all’intervento della NATO in Libia.

Essendo la sua terra natale l’Italia (ex potenza coloniale in Libia), oggi nuovamente invasore dello Stato che chiaramente è una invenzione dell’inizio del XX secolo, Musolino ha tenuto a dichiarare che: “i Comunisti Italiani auspicano una vera legge internazionale, e questa non lo è”. Poi ha sottolineato che lo slogan della sinistra italiana oggi è “Fermare le bombe, fermare la NATO” (Stop alle bombe, stop NATO).

Ha chiuso la presentazione Patricio Echegaray, che ha notato che la sinistra in Argentina è stata “lenta” a protestare contro questa guerra e inoltre che “alcuni settori progressisti della comunicazione si sono espressi in un modo negativo.” Inoltre ha dichiarato che i comunisti argentini “Vogliono che questo incontro serva a ratificare posizioni, aggiornarle agli eventi, sostenere la solidarietà con la Libia e creare la consapevolezza che la crisi del capitalismo non lo rende meno aggressivo”. Ha aggiunto che “commetteremmo un errore se vedessimo quello che succede in Libia come qualcosa di lontano” e che sarebbe “salutare per l’Argentina se il governo si esprimesse per la pace e per la fine dei bombardamenti”.